Contro ogni aspettativa, il film The Backrooms prodotto da A24 sembra davvero un horror di alto livello. E non è un modo di dire: basta guardare il primo trailer per rendersi conto che questa non è la solita operazione furba costruita su un fenomeno di internet. Il cast, tanto per cominciare, include il premio Oscar Chiwetel Ejiofor (noto per 12 Years a Slave e Serenity) e Renate Reinsve, attrice molto amata al Festival di Cannes (Sentimental Value). Ma la cosa davvero sorprendente è un’altra: il regista, Kane Parsons, ha appena 20 anni. Non può nemmeno ordinare legalmente un drink negli Stati Uniti.
Parsons, conosciuto online come Kane Pixels, si è fatto notare quattro anni fa con i suoi cortometraggi originali dedicati proprio a The Backrooms, il primo dei quali ha superato i 73 milioni di visualizzazioni su YouTube. Quei video erano realizzati con Blender, episodi relativamente semplici dal punto di vista tecnico, eppure capaci di trasmettere un senso di inquietudine autentico. Parsons ha anche esplorato l’horror in live action con la serie The Oldest Room. Insomma, non parliamo di un ragazzino che ha avuto un colpo di fortuna virale: c’è una visione dietro, un talento per l’horror lento e oppressivo che si vede chiaramente anche da questo primo trailer.
The Backrooms: un trailer che mette a disagio (nel modo giusto)
Il trailer di The Backrooms riesce a combinare con efficacia due anime molto diverse: da una parte l’inquietudine nata dalle creepypasta e dagli spazi liminali, quei luoghi vuoti e familiari che sembrano sbagliati in un modo difficile da spiegare; dall’altra l’estetica horror raffinata e patinata che è diventata il marchio di fabbrica di A24. Il risultato è qualcosa che mette genuinamente a disagio, anche solo dopo pochi minuti di immagini.
Parsons non sarà comunque il primo creator di internet ad approdare al cinema nel corso di quest’anno. L’adattamento di Iron Lung, il videogioco indie portato sul grande schermo da Markiplier, è stato particolarmente degno di nota: in quel caso Markiplier ha finanziato personalmente sia la produzione sia la distribuzione nelle sale.
Spazi liminali al cinema: The Backrooms non è solo
The Backrooms si inserisce in un filone che sta prendendo piede anche altrove. L’adattamento del videogioco Exit 8, diretto da Genki Kawamura, è un altro nuovo film horror costruito attorno a spazi liminali inquietanti. Sarà interessante vedere come i due progetti si differenziano. The Backrooms nasce da storie e immagini nate su 4chan, legate a edifici vuoti e stranamente sinistri, mentre Exit 8 è basato su un gioco in cui ci si muove lentamente attraverso una stazione della metropolitana di Tokyo, ripetitiva e claustrofobica. Questo dà a Parsons un margine creativo molto più ampio per trasformare The Backrooms in una narrazione davvero personale, mentre Exit 8 resta in qualche modo più vincolato alla struttura del gioco originale.
