La vicenda tra INWIT e TIM si arricchisce di un nuovo capitolo che potrebbe avere ripercussioni significative sul panorama delle telecomunicazioni italiane. Infrastrutture Wireless Italiane S.p.A. ha comunicato di aver ricevuto in data 29 marzo 2026 da parte di TIM S.p.A. la disdetta unilaterale al Master Service Agreement, il cosiddetto MSA, con efficacia prevista ad agosto 2030. In alternativa, la disdetta potrebbe avere effetto già al 31 marzo 2028, nel caso in cui venisse accertato che le operazioni infragruppo effettuate da Vodafone nel 2020 abbiano determinato un cambio di controllo rilevante ai fini contrattuali.
La questione è tutt’altro che semplice. Il Master Service Agreement è l’accordo quadro che regola i rapporti commerciali tra INWIT e i suoi principali clienti, in particolare per quanto riguarda l’utilizzo delle infrastrutture di rete e delle torri di telecomunicazione gestite dalla società. Si tratta di un contratto centrale per il business di INWIT, e qualsiasi modifica o interruzione ha il potenziale di influenzare in modo sostanziale equilibri economici e operativi.
La posizione di INWIT: nessuna validità per la disdetta
La risposta di INWIT non si è fatta attendere ed è stata piuttosto netta. La società ha definito la disdetta comunicata da TIM come un atto inefficace, contestandone la legittimità sotto il profilo contrattuale. Secondo quanto dichiarato, INWIT ritiene che non sussistano i presupposti giuridici per procedere con una disdetta unilaterale del MSA nelle modalità e nei tempi indicati da TIM.
Il nodo centrale della controversia ruota attorno alle operazioni societarie legate a Vodafone risalenti al 2020. TIM sostiene che tali operazioni infragruppo possano configurare un cambio di controllo, circostanza che aprirebbe la strada a una risoluzione anticipata del contratto. INWIT, dal canto suo, respinge questa interpretazione e considera che le condizioni per invocare tale clausola non siano mai state soddisfatte.
Vale la pena ricordare che INWIT è il principale operatore italiano di torri per le telecomunicazioni, con un portafoglio di oltre 24.000 siti distribuiti sul territorio nazionale. Il rapporto commerciale con TIM rappresenta una componente importante dei ricavi della società, e proprio per questo la questione della disdetta MSA viene seguita con grande attenzione anche dagli investitori e dagli analisti di settore.
Cosa potrebbe succedere adesso tra le due società
Lo scenario che si apre è potenzialmente complesso. Se la posizione di INWIT dovesse reggere, e la disdetta venisse effettivamente dichiarata priva di effetti, il Master Service Agreement resterebbe in vigore alle condizioni attuali. Nel caso contrario, si potrebbe aprire un contenzioso legale tra le due società, con tempistiche e esiti difficili da prevedere.
La data del 31 marzo 2028 resta comunque un termine chiave da monitorare, perché rappresenta il momento in cui, secondo la tesi di TIM, la disdetta potrebbe produrre i suoi effetti qualora venisse riconosciuta la sussistenza del cambio di controllo legato alle operazioni Vodafone. L’altra scadenza, agosto 2030, offrirebbe invece un orizzonte temporale più ampio, ma sempre subordinato alla validità dell’atto contestato da INWIT.
