Rooster è la nuova serie con Steve Carell disponibile su HBO Max Italia, e per chi ha passato anni a ridere con Michael Scott alla Dunder Mifflin, questo è esattamente il tipo di notizia che fa drizzare le antenne. Non si tratta di un sequel né di uno spin-off di The Office, ma il sapore familiare c’è tutto. Quel mix di comicità e tenerezza, quella capacità di far ridere attraverso situazioni assurde ma stranamente vicine alla realtà di tutti i giorni.
Carell interpreta Greg, uno scrittore di bestseller considerati “libri da spiaggia”. Il successo non gli manca, ma sotto la superficie le cose vanno meno bene: il matrimonio è finito e il rapporto con la figlia Katie, interpretata da Charly Clive, è più fragile che mai. Quando l’università in cui lei lavora lo invita per un incontro, Greg coglie l’occasione per capire come stia davvero, soprattutto dopo che il marito l’ha lasciata per una studentessa. Quella che doveva essere una breve visita si trasforma in una permanenza più lunga del previsto, durante cui padre e figlia provano a ricucire un legame complicato.
Perché Rooster ricorda così tanto The Office
Dietro la serie ci sono Bill Lawrence e Matt Tarses, un duo che già da solo vale l’abbonamento. Lawrence è lo stesso autore di Scrubs, Ted Lasso e Shrinking, prodotti che hanno dimostrato più volte la capacità di mescolare risate e momenti di autentica profondità emotiva. Durante la presentazione alla stampa, Lawrence ha spiegato che il punto di partenza è stato molto personale: tutti e tre, lui, Tarses e Carell, sono padri di figlie ormai adulte, e quella fase della vita in cui si vuole far parte della loro quotidianità più di quanto loro vogliano è esattamente il cuore della storia.
Il nome della serie non è casuale. Greg ha costruito la sua carriera attorno a un eroe letterario chiamato Rooster, ovvero il tipo di uomo coraggioso e sicuro che lui vorrebbe essere. La distanza tra Greg e il suo alter ego letterario è il motore narrativo di tutto. Come ha spiegato Carell, non voleva un personaggio privo di qualità: Greg è consapevole, ha senso dell’umorismo, è pieno di sfumature. Semplicemente fa fatica a vivere all’altezza di chi ha inventato.
Il vuoto lasciato da The Office potrebbe essere colmato
The Office continua a essere tra le serie più riviste sulle piattaforme digitali, anno dopo anno, quasi una coperta di Linus per chi cerca comfort televisivo. Da quando si è conclusa, poche comedy sono riuscite anche solo ad avvicinarsi a quell’effetto. Rooster non promette di replicarlo in modo meccanico, ma condivide con quella serie lo stesso DNA emotivo: situazioni quotidiane che fanno ridere e fanno pensare, un protagonista imperfetto e riconoscibile, e un cast corale in cui nessuno schiaccia gli altri. Carell stesso ha ricordato con affetto il primo incontro con Charly Clive, definendola una persona calorosa e aperta, e ha paragonato l’atmosfera sul set proprio a quella vissuta durante The Office. Per i fan della dramedy di qualità, insomma, Rooster è una serie da tenere d’occhio.
