Le prime indiscrezioni su PS6 iniziano a delineare un quadro piuttosto chiaro di quella che potrebbe essere la strategia di Sony per la prossima generazione. Secondo informazioni trapelate da un leaker considerato affidabile, soprattutto per quanto riguarda novità legate all’hardware AMD, la nuova console non dovrebbe includere il lettore disco nella configurazione base al momento del lancio. A completare il quadro, l’unità di archiviazione prevista sarebbe un SSD da 1 TB.
Il ragionamento dietro questa scelta è abbastanza lineare. Sony ha già testato il terreno con PS5 Pro, proposta al pubblico in versione digitale, senza lettore ottico integrato ma con la possibilità di acquistarlo separatamente tramite un sistema modulare. Quella soluzione ha funzionato, e a quanto pare l’azienda giapponese sembra intenzionata a replicarla anche con PS6. Il lettore ottico, in fondo, è uno dei componenti più facili da tagliare quando si ragiona in termini di costi di produzione. Non è indispensabile per il funzionamento della macchina e la sua rimozione consente un risparmio significativo sul prezzo del singolo pezzo assemblato.
PS6: un prezzo altissimo e i dubbi degli utenti
Tutto molto razionale dal punto di vista industriale, certo. Ma la faccenda rischia di non piacere a una fetta importante di giocatori. Per molti il lettore disco resta un elemento fondamentale, e il fatto di doverlo comprare a parte significa aggiungere una spesa che, nella pratica, va sommata al costo della console stessa. Da qui dunque, ecco un prezzo della nuova PS6 che potrebbe risultare più alto di quanto appaia sulla carta, una volta messi insieme tutti i pezzi necessari per avere un’esperienza completa. Va ricordato che alcuni analisti hanno già ipotizzato soglie di prezzo attorno ai 1.000 euro sia per PS6 che per la futura Xbox, scenario che rende ogni costo accessorio ancora più rilevante.
SSD da 1 TB: basterà davvero?
L’altro punto che sta facendo discutere riguarda la capienza dell’SSD. Un terabyte, nel 2026, sembra una scelta piuttosto conservativa. I giochi di ultima generazione occupano già decine e decine di gigabyte, e con il salto generazionale è lecito aspettarsi che le dimensioni crescano ulteriormente. Eppure, su questo fronte, le stesse fonti offrono anche una prospettiva più rassicurante. L’adozione di tecnologie avanzate di compressione dei dati, come la cosiddetta neural texture compression, potrebbe cambiare parecchio le cose.
