Chiunque abbia provato a usare uno smartphone con le unghie lunghe sa quanto possa essere frustrante. Quel gesto naturale di toccare lo schermo con la punta delle dita diventa un piccolo esercizio di contorsionismo, inclinando la mano in modi improbabili pur di far registrare il tocco. Ecco perché fa notizia il lavoro di un gruppo di ricercatori che sta sviluppando uno smalto trasparente conduttivo capace di trasformare le unghie in veri e propri pennini per touchscreen. Il progetto arriva dal Centenary College of Louisiana ed è stato presentato al meeting primaverile dell’American Chemical Society, a marzo 2026.
L’idea è nata quasi per caso. Manasi Desai, studentessa universitaria con una passione per la chimica cosmetica, cercava un progetto di ricerca da portare avanti con il suo relatore Joshua Lawrence, chimico organometallico. Insieme hanno iniziato a osservare i piccoli problemi quotidiani che la chimica potrebbe risolvere, e si sono imbattuti in una difficoltà che riguarda milioni di persone: l’impossibilità di interagire con gli schermi capacitivi usando le unghie. La conferma che serviva davvero una soluzione è arrivata durante un banale prelievo del sangue, quando una flebotomista ha risposto con entusiasmo alla domanda se uno smalto del genere sarebbe stato utile.
Perché gli schermi non rispondono alle unghie
La maggior parte dei dispositivi moderni utilizza schermi capacitivi. Funzionano generando un piccolo campo elettrico sulla superficie: quando un materiale conduttivo, come la pelle del polpastrello o persino una goccia d’acqua, entra in contatto con quel campo, ne altera la capacitanza. Il dispositivo rileva quella variazione e la interpreta come un tocco. Le unghie, però, non sono conduttive. Esattamente come la gomma di una matita, non modificano il campo elettrico e quindi lo schermo le ignora del tutto. Per farle funzionare, bisogna trovare il modo di renderle capaci di trasportare una piccola carica elettrica.
Tentativi precedenti avevano provato ad aggiungere allo smalto materiali conduttivi come nanotubi di carbonio o particelle metalliche. Funzionavano, certo, ma con due problemi enormi: erano potenzialmente pericolosi se inalati durante la produzione, e producevano finiture scure o metalliche, limitando parecchio le opzioni estetiche.
La formula a base di taurina ed etanolammina
Desai ha testato oltre 50 additivi diversi combinati con 13 basi trasparenti disponibili in commercio. Dopo un lungo lavoro di tentativi ed errori, due ingredienti si sono rivelati promettenti: forme di taurina, un composto organico venduto comunemente come integratore alimentare, e l’etanolammina, un’altra molecola organica piuttosto semplice. L’etanolammina garantiva la conduttività necessaria ma presenta qualche problema di tossicità. La taurina modificata, al contrario, è atossica ma rende lo smalto leggermente opaco. Usate insieme, queste due sostanze hanno prodotto una formula che ha permesso a uno smartphone di registrare il tocco di un’unghia: un primo successo significativo.
Il meccanismo alla base sarebbe diverso dai precedenti approcci. Invece di affidarsi a materiali intrinsecamente conduttivi, lo smalto sfrutterebbe la chimica acido/base. Le miscele a base di etanolammina possono rilasciare protoni che facilitano il movimento della carica elettrica. Quando lo smalto interagisce con il campo elettrico dello schermo, questi protoni si spostano tra le molecole, creando una variazione di capacitanza sufficiente a far registrare il tocco.
La formula, però, non è ancora pronta per il mercato. Anche la versione migliore non funziona in modo costante una volta applicata sulle unghie. L’etanolammina evapora rapidamente e lo smalto resta efficace solo per poche ore dopo l’applicazione. Il team sta cercando un’alternativa completamente atossica e più stabile. Il gruppo di ricerca ha comunque depositato un brevetto provvisorio, finanziato dal Centenary College of Louisiana, dalla famiglia Albert Sklar e dalla cattedra Sklar in Chimica.
