La raccolta RAEE in Italia torna a crescere, e questo è senza dubbio un segnale incoraggiante. Nel 2025 sono state raccolte complessivamente 366.891 tonnellate di rifiuti da apparecchiature elettriche ed elettroniche domestiche, con un incremento del 2,4% rispetto all’anno precedente. Anche il dato pro capite sale, arrivando a 6,22 kg per abitante. Il rapporto annuale del Centro di Coordinamento RAEE restituisce un quadro in miglioramento dal punto di vista quantitativo, ma la situazione resta tutt’altro che omogenea se si guarda alla distribuzione geografica.
A trainare la crescita della raccolta RAEE sono soprattutto i grandi elettrodomestici, che registrano un +5,4%, e i dispositivi di piccole dimensioni con un +5,1%. Bene anche il comparto legato a freddo e clima. In calo, invece, le sorgenti luminose e, in modo più evidente, TV e monitor: un dato che riflette il progressivo esaurimento del ciclo di ricambio tecnologico legato al passaggio al digitale terrestre degli anni scorsi.
Il Nord corre, il Sud arranca: le differenze regionali nella raccolta RAEE
Guardando la mappa dell’Italia, il quadro cambia parecchio a seconda della latitudine. Il Nord si conferma l’area più virtuosa con 192.952 tonnellate raccolte e una media di 7,02 kg per abitante. Il Centro supera comunque la media nazionale attestandosi a 6,61 kg, mentre il Sud resta fermo a 4,76 kg per abitante. Numeri che raccontano una frattura strutturale ancora profonda.
Quindici regioni su venti risultano in crescita. Tra quelle che hanno fatto meglio della media nazionale spiccano Molise, Abruzzo, Puglia, Lazio e Sardegna. In controtendenza Basilicata e Sicilia, entrambe in calo. Ma è sul dato pro capite che le differenze diventano davvero evidenti. Valle d’Aosta e Sardegna superano entrambe i 10 kg per abitante, avvicinandosi ai target europei. Seguono Toscana e Liguria. All’estremo opposto c’è la Campania, ferma sotto i 3 kg per abitante, un dato che segnala criticità profonde nel sistema locale.
Ci sono anche alcune eccellenze settoriali degne di nota. La Sardegna guida la raccolta pro capite nei grandi elettrodomestici e nei sistemi di refrigerazione. La Valle d’Aosta si distingue nei piccoli dispositivi elettronici. Basilicata e Trentino Alto Adige emergono rispettivamente per TV e monitor e per le sorgenti luminose.
Come funziona il sistema e dove finiscono gli incentivi economici
La raccolta RAEE avviene per oltre il 76% attraverso i centri comunali. I punti vendita coprono circa il 23% dei conferimenti, grazie ai meccanismi di ritiro “uno contro uno” e “uno contro zero”. Sul piano economico, il sistema ha distribuito oltre 30 milioni di euro in incentivi ai gestori della raccolta. La Lombardia è in testa per valore complessivo, mentre Liguria, Toscana ed Emilia Romagna si distinguono per il contributo medio riconosciuto per ogni tonnellata raccolta.
Giuliano Maddalena, Presidente del Centro di Coordinamento RAEE, ha dichiarato che l’impegno insieme ai Sistemi Collettivi e ai produttori di AEE è costante, con iniziative finalizzate a incrementare e rendere più efficiente la raccolta, considerato il ruolo strategico che questa riveste per lo sviluppo della economia circolare. Ha poi aggiunto che per ottenere risultati concreti e duraturi serve uno sforzo condiviso lungo l’intera filiera e un confronto continuo con le istituzioni. Il tema resta centrale anche alla luce delle politiche europee sull’economia circolare e delle nuove regole sul Right to Repair, che nei prossimi anni richiederanno un’accelerazione concreta nei ritmi di raccolta e riciclo.
