Something Very Bad is Going to Happen è la nuova serie horror disponibile su Netflix dal 26 marzo, prodotta dai Fratelli Duffer, quelli di Stranger Things, per intenderci. Otto episodi che portano lo spettatore sulle montagne russe emotive, lasciando alla fine un misto di entusiasmo e perplessità difficile da sciogliere. Scritta da Haley Z. Boston, autrice già nota per Al nuovo gusto di ciliegia e dichiarata appassionata di citazionismo, la serie mette insieme un numero impressionante di sottogeneri: thriller psicologico, orrore atmosferico, young adult con jumpscare, mystery, soprannaturale, curse horror e horror femminista. Non li mixa davvero, però. Li alterna, facendoli sfilare uno dopo l’altro, il tutto filtrato attraverso quella lente alla M Night Shyamalan fatta di aspettative sovvertite e punti di vista ribaltati.
Al centro della storia c’è la giovane coppia formata da Rachel (Camila Morrone) e Nicky (Adam DiMarco), in viaggio verso quello che lui chiama “lo chalet” di famiglia, che in realtà è un’immensa villa immersa nella foresta. Lì Rachel conoscerà i parenti di Nicky e si celebreranno le nozze. Lei viene da un contesto familiare difficile, possiede una sorta di sesto senso che la costringe a visioni spaventose del futuro e del passato, ed è costantemente all’erta. Lui è il classico cocco di mamma, affettuoso, premuroso e con il complesso del salvatore. Curiosamente, DiMarco ha già interpretato un ruolo molto simile in The White Lotus, quello di Albie di Grasso.
Un inizio magistrale che poi perde la rotta
Il primo episodio, interamente on the road, e il secondo, ambientato a casa Cunningham, entrambi diretti da Weronika Tofilska, sono un gioiello di tensione e angoscia. Rachel è perseguitata dalla sensazione che qualcosa di orribile stia per succedere, e la realtà viene filtrata attraverso il suo sguardo, che interpreta ogni dettaglio come una minaccia. L’ambiente attorno a lei diventa sempre più sinistro, e alcuni eventi risultano inequivocabilmente reali, suggerendo che la sua non è solo paranoia. Se Something Very Bad is Going to Happen avesse continuato su questa linea, fermandosi a tre o quattro episodi, sarebbe stato probabilmente il miglior horror televisivo dell’anno e non si parla solo di quelli disponibili su Netflix.
Invece Boston decide di allungare a otto episodi, scrivendo solo i primi due e l’ultimo e delegando il resto ad altri sceneggiatori. Una scelta discutibile. Del resto, l’horror migliore è quasi sempre quello che predilige la brevità, e nel formato seriale l’antologia funziona meglio di qualsiasi altra struttura, con rarissime eccezioni come un paio di stagioni di American Horror Story.
Nella seconda puntata, un po’ cabin horror, un po’ Scappa, Rachel conosce i genitori di Nicky: Boris, interpretato dal Ted Levine de Il silenzio degli innocenti, è tassidermista e regala la scena più raccapricciante della serie. Victoria, volubile, invadente e dispensatrice di frasi ominose sul matrimonio, è incarnata da una Jennifer Jason Leigh semplicemente perturbante. Anche la sorella viziata Portia (Gus Birney) e il cinico Jules (Jeff Wilbusch) sembrano imparentati con le famiglie di Hereditary e Get Out.
Troppi generi, troppe deviazioni
Poi Something Very Bad is Going to Happen devia bruscamente verso lo small town mystery soprannaturale e boschivo alla Twin Peaks, con il Zlatko Burić della trilogia Pusher come degno successore di Killer Bob. È una sezione che vuole sovvertire le premesse iniziali, quasi deridendo lo show per la sua aura sinistra e riscrivendo gli elementi inquietanti come innocui, spingendo verso una spiegazione razionale che imputa i timori di Rachel alla semplice suggestione. La parte centrale regala comunque un paio di momenti agghiaccianti, anche se la fotografia cupissima rende incomprensibili parecchie scene.
Il finale è un degno successore di Finché morti non ci separi incrociato con Drag Me to Hell, con una sostanziosa dose di gore, follia e caos. Netflix accosta la serie a Carrie e Rosemary’s Baby, ma né come storia di un’eroina outsider dai poteri soprannaturali, né come vicenda di una sposa intrappolata in un matrimonio maledetto, Something Very Bad is Going to Happen raggiunge la profondità necessaria per farsi davvero horror sociale. L’ultimo episodio, che vede il ritorno alla scrittura di Boston, si avventura nelle riflessioni sul matrimonio: come si riconosce l’anima gemella, quanto è determinante il fato, come si capisce se sarà possibile trascorrere il resto della vita con quella persona. Molte domande restano sospese e il finale, pessimista, resta poco più che un monito sulle relazioni.
