Un ritrovamento avvenuto nella Chiesa di San Pietro e Paolo a Maastricht sta facendo parlare archeologi e storici di mezza Europa. Sotto le lastre di un pavimento danneggiato da un cedimento strutturale, è riemersa una sepoltura che potrebbe appartenere a Charles de Batz de Castelmore, il moschettiere guascone che ispirò Alexandre Dumas per il suo celebre personaggio. E se fosse davvero lui, un proiettile ritrovato tra i resti potrebbe cambiare parecchie cose su quello che sappiamo della sua morte, avvenuta nel 1673 durante l’assedio di Maastricht.
Il mistero di D’Artagnan, chi era Charles de Batz de Castelmore e perché conta ancora oggi
Charles de Batz de Castelmore, conosciuto anche come D’Artagnan, non è soltanto un personaggio da romanzo. Fu un militare reale, capitano luogotenente della prima compagnia dei moschettieri del re al servizio di Luigi XIV. La sua vita avventurosa, fatta di intrighi, battaglie e fedeltà alla corona francese, venne poi romanzata da Dumas ne “I tre moschettieri”, ma la figura storica è altrettanto affascinante. Morì colpito durante l’assedio di Maastricht, e da allora la posizione esatta della sua sepoltura è rimasta un mistero. Diverse ipotesi si sono accumulate nei secoli, senza che nessuna fosse mai confermata con certezza.
Il fatto che il cedimento strutturale nella chiesa abbia rivelato proprio questa tomba ha dell’incredibile. Gli esperti stanno ora lavorando per verificare se i resti appartengano effettivamente a Charles de Batz de Castelmore, attraverso analisi antropologiche e, si spera, genetiche. Il proiettile trovato tra le ossa è compatibile con le armi da fuoco utilizzate nel XVII secolo, il che rafforza l’ipotesi che si tratti di un soldato caduto in combattimento durante quel preciso periodo storico.
Il proiettile che potrebbe riscrivere la storia
Quello che rende questa scoperta particolarmente importante non è solo l’identificazione dei resti. È il proiettile stesso. Le cronache dell’epoca riportano versioni contrastanti sulla morte di D’Artagnan: alcune parlano di un colpo di moschetto alla gola, altre di una ferita al petto. Se le analisi dovessero confermare la posizione del proiettile rispetto allo scheletro, si potrebbe finalmente stabilire con precisione come avvenne la morte del moschettiere più famoso della storia. Un dettaglio che sembra piccolo, ma che per gli storici rappresenta la chiave per separare il mito dalla realtà.
La Chiesa di San Pietro e Paolo si trova in una zona di Maastricht che durante l’assedio del 1673 fu teatro di scontri violentissimi. Le truppe francesi, guidate dallo stesso Luigi XIV, tentarono di prendere la città, e fu proprio in quei combattimenti che Charles de Batz de Castelmore perse la vita. Il fatto che venisse sepolto in una chiesa suggerisce che gli fu riservato un trattamento d’onore, coerente con il suo rango e la sua importanza all’interno dell’esercito francese.
Le prossime fasi della ricerca
Il team di archeologi coinvolto sta procedendo con cautela. Le condizioni dei resti, dopo oltre tre secoli sotto il pavimento della chiesa, richiedono tecniche di conservazione estremamente delicate. Si prevede che le analisi del DNA, se il materiale genetico sarà sufficientemente preservato, possano essere confrontate con discendenti noti della famiglia de Batz de Castelmore, residenti ancora oggi nel sud della Francia. Nel frattempo, la città di Maastricht sta già valutando come gestire l’eventuale conferma. Si parla di una possibile esposizione museale e di un percorso dedicato alla memoria del moschettiere nella zona della chiesa.
