Il sogno di riportare esseri umani in orbita lunare sta per concretizzarsi con Artemis II, la missione della NASA che rappresenta il primo volo con equipaggio del programma Artemis. Dopo una lunga serie di preparativi, rinvii tecnici e verifiche che sembravano non finire mai, la fase decisiva è finalmente arrivata. Il gigantesco razzo SLS (Space Launch System) è pronto a lasciare l’edificio di assemblaggio dei veicoli, il celebre Vehicle Assembly Building al Kennedy Space Center in Florida, per essere trasferito sulla rampa di lancio. Nel frattempo, i quattro astronauti selezionati per la missione sono già entrati in quarantena, un passaggio obbligato che precede ogni volo spaziale con equipaggio e che serve a ridurre al minimo il rischio di malattie prima del decollo.
Cosa prevede la missione Artemis II e perché è così importante
Artemis II non prevede un allunaggio vero e proprio. L’obiettivo è diverso, ma non per questo meno ambizioso: la capsula Orion, agganciata in cima al razzo SLS, porterà quattro astronauti in un viaggio attorno alla Luna, una traiettoria che permetterà di testare tutti i sistemi di bordo in condizioni reali, con persone a bordo. Si tratta del primo equipaggio a superare l’orbita terrestre bassa dai tempi delle missioni Apollo, quindi parliamo di qualcosa che non succede da oltre cinquant’anni. La pressione è enorme, e la NASA lo sa bene.
L’equipaggio è composto da astronauti americani e canadesi, un dettaglio che sottolinea la natura internazionale del programma. Il comandante della missione guiderà un team che ha trascorso anni ad allenarsi per questo momento. La quarantena, iniziata nelle settimane precedenti la data di lancio prevista, è una procedura standard ma fondamentale: nessuno vuole rischiare che un banale raffreddore comprometta una missione da miliardi di euro.
Il trasferimento del razzo e la finestra di lancio
Il rollout del razzo SLS verso la rampa 39B è uno degli eventi più spettacolari dell’intero processo. Il trasporto avviene su un enorme cingolato, uno dei veicoli terrestri più grandi mai costruiti, che si muove a una velocità di circa 1,6 chilometri all’ora. Il percorso dall’edificio di assemblaggio alla rampa dura diverse ore, e ogni fase viene monitorata con attenzione maniacale. Una volta posizionato sulla rampa di lancio, il razzo viene sottoposto a ulteriori controlli e rifornimenti prima del conto alla rovescia finale.
La finestra di lancio per Artemis II cade nel mese di aprile, anche se la NASA ha sempre mantenuto una certa cautela nel comunicare date definitive. I rinvii, d’altronde, non sono mai stati un problema di volontà ma di sicurezza: ogni anomalia riscontrata nei test precedenti ha portato a verifiche aggiuntive, allungando i tempi ma aumentando le garanzie per l’equipaggio.
Se tutto andrà secondo i piani, Artemis II aprirà la strada ad Artemis III, la missione che dovrebbe finalmente riportare astronauti sulla superficie lunare. Il programma Artemis nel suo complesso punta a stabilire una presenza umana sostenibile sulla Luna e, in prospettiva, a preparare il terreno per future missioni verso Marte. Il razzo SLS, con i suoi 98 metri di altezza e una spinta al decollo superiore a qualsiasi altro vettore attualmente operativo, è il cuore tecnologico di tutta questa architettura.
