La storia di MIUI si è chiusa. Xiaomi ha ufficialmente interrotto il supporto alla sua storica interfaccia personalizzata, quella con cui il colosso cinese ha costruito la propria identità nel mondo degli smartphone Android. Per capire quanto MIUI abbia contato nel percorso di Xiaomi, basta un numero: nel 2021, al picco della sua diffusione, l’interfaccia contava oltre 500 milioni di utenti attivi ogni mese. Circa il 15% delle persone che in quel momento usavano uno smartphone nel mondo lo facevano su un dispositivo Xiaomi, REDMI o POCO. Un dato che fa impressione, a pensarci bene.
Tutto è partito nel 2010, quando MIUI nacque come progetto di ROM personalizzata per dispositivi Android di terze parti, basata su Android 2.2 Froyo. Fu il primo vero prodotto di Xiaomi, ancora prima degli smartphone. Il successo fu rapido e travolgente: il team ci investì risorse crescenti, e l’interfaccia divenne famosa per le ampie possibilità di personalizzazione, le applicazioni proprietarie e funzionalità sempre più ricche. Proprio grazie alla popolarità di MIUI, Xiaomi fece il salto nel mercato hardware, lanciando i primi telefoni a marchio Mi in Cina, poi espandendosi in India e infine nel resto del mondo.
REDMI A2 e REDMI A2+ sono gli ultimi a salutare MIUI
Gli ultimi due smartphone rimasti con MIUI a bordo erano REDMI A2 e REDMI A2+, dispositivi che hanno ricevuto le patch di sicurezza fino a dicembre e che ormai da qualche giorno risultano ufficialmente fuori dal periodo di supporto software. Entrano così nell’elenco dei device EOL (End of Life), chiudendo definitivamente un capitolo lungo quasi quindici anni.
Il passaggio era nell’aria da tempo. Nell’ottobre del 2023 Xiaomi aveva lanciato HyperOS, la nuova interfaccia personalizzata pensata per partire dalle fondamenta di MIUI e risolvere alcuni limiti strutturali. L’obiettivo principale? Creare una piattaforma unificata capace di far dialogare tra loro tutti i dispositivi dell’ecosistema Xiaomi. E quando si parla di ecosistema, non si intendono solo gli smartphone: si va dalle smart TV ai condizionatori d’aria, dagli smart speaker ai robot aspirapolvere, fino alle automobili.
HyperOS raccoglie l’eredità senza stravolgere l’esperienza
La transizione da MIUI a HyperOS è stata graduale. Piano piano tutti i dispositivi sono migrati sulla nuova piattaforma, che promette una gestione migliore delle risorse, un’esperienza utente più coerente tra i vari prodotti e un livello di sicurezza più elevato. Il tutto senza stravolgere quegli aspetti che avevano reso MIUI così apprezzata dalla sua enorme base di utenti.
Xiaomi ha insomma scelto di non buttare via il lavoro fatto in oltre un decennio, ma di costruirci sopra qualcosa di più ambizioso. HyperOS non è un taglio netto col passato, quanto piuttosto un’evoluzione naturale che guarda a un futuro in cui la connessione tra dispositivi diversi diventa il vero valore aggiunto. Con REDMI A2 e REDMI A2+ che escono dal supporto, non resta più nessun dispositivo Xiaomi con MIUI attivamente aggiornato.
