Il fenomeno del turismo da pieno sta ridisegnando le abitudini di migliaia di automobilisti europei, e il protagonista di questa storia è un Paese che non ti aspetteresti: la Spagna. Mentre il prezzo del carburante continua a salire praticamente ovunque nel continente, spinto dalle tensioni geopolitiche e dalla crisi mediorientale, Madrid ha scelto una strada diversa. E il risultato è sotto gli occhi di tutti, con code chilometriche alle frontiere e stazioni di servizio spagnole prese d’assalto da francesi e portoghesi.
Il taglio fiscale spagnolo che ha cambiato tutto
Il governo di Pedro Sanchez ha messo in campo una manovra fiscale piuttosto aggressiva: riduzione dell’Iva sui carburanti dal 21% al 10% e cancellazione dell’imposta speciale sugli idrocarburi. Una doppia sforbiciata che ha creato un divario di prezzo enorme rispetto ai Paesi confinanti. E qui entra in gioco la parte interessante della faccenda.
In Francia il diesel supera i 2,12 euro al litro. In Spagna lo stesso carburante costa circa 1,80 euro. Per la benzina la forbice si allarga ancora di più, con differenze che arrivano a toccare i 40 centesimi al litro. Fare un singolo pieno sul versante spagnolo può significare risparmiare oltre 20 euro. Non è poco, soprattutto per chi percorre molti chilometri ogni giorno. Ecco perché il turismo da pieno è diventato qualcosa di molto concreto e non una semplice curiosità giornalistica.
Dal Portogallo la situazione non è diversa
Anche sul confine portoghese il flusso di automobilisti è costante. In Portogallo il gasolio sfiora la soglia dei 2 euro al litro, e bastano pochi chilometri per varcare il confine e risparmiare tra i 15 e i 20 centesimi al litro. Il fenomeno ha assunto proporzioni tali che il governo spagnolo ha dovuto introdurre limiti al trasporto di carburante in contenitori privati, per ragioni di sicurezza e per evitare accumuli fuori controllo.
Gli imprenditori delle stazioni di servizio nelle zone di frontiera applaudono, ovviamente. Per loro è una manna. L’Organizzazione di Consumatori e Utenti spagnola stima un risparmio medio di circa 8 euro a pieno per chi fa rifornimento regolarmente. Numeri che, moltiplicati per milioni di pieni, danno un’idea della portata economica del fenomeno.
Non tutti festeggiano
C’è però un’altra faccia della medaglia. Settori come l’agricoltura e l’autotrasporto continuano a protestare, giudicando le misure ancora insufficienti. Per queste categorie il costo dell’energia resta troppo alto per garantire la sostenibilità delle attività quotidiane, e il taglio fiscale non basta a compensare l’impennata generale dei costi operativi.
Intanto il turismo da pieno prosegue senza sosta, con migliaia di automobilisti che ogni giorno attraversano le frontiere spagnole per un motivo che fino a qualche anno fa sarebbe sembrato assurdo: riempire il serbatoio. Le code si allungano, i distributori lavorano a ritmi serrati, e la Spagna si è trasformata nella destinazione più gettonata d’Europa per chi cerca un po’ di sollievo dal carovita energetico.
