Snapdragon 8 Elite Gen 6 si avvicina e Qualcomm sembra voler fare le cose in grande per la prossima generazione di chip top di gamma. Le indiscrezioni delle ultime settimane parlavano di due varianti distinte, una standard e una Pro, e ora un nuovo leak rende questa ipotesi molto più solida.
Due chip, due sigle: cosa sappiamo finora
A lanciare la bomba è stato Digital Chat Station, fonte ormai consolidata quando si parla di anticipazioni sul mondo dei processori mobili. Il leaker non si è limitato a confermare l’esistenza delle due versioni, ma ha rivelato anche i numeri di serie che le identificano: SM8975 per il modello Pro e SM8950 per la variante base. Dettagli che, a prima vista, possono sembrare freddi e tecnici, ma che in realtà raccontano già parecchio sulla strategia di Qualcomm.
Entrambi i SoC saranno realizzati con il processo produttivo TSMC a 2 nm, che rappresenta il salto generazionale più atteso nel settore dei semiconduttori. Questo significa che sia la versione standard sia quella Pro beneficeranno dei vantaggi tipici della miniaturizzazione estrema: consumi più contenuti, densità di transistor superiore e margini di miglioramento nelle prestazioni generali. Il nodo produttivo, insomma, sarà lo stesso per entrambi i chip e questo è già di per sé un segnale forte.
Architettura condivisa, ma non troppo
Sul fronte della CPU, le due varianti di Snapdragon 8 Elite Gen 6 condivideranno un layout a 8 core organizzato secondo una configurazione 2 + 3 + 3. Tutti i core dovrebbero essere basati sulla nuova architettura Oryon, che Qualcomm sta sviluppando internamente dopo l’acquisizione di Nuvia. È qui che le cose si fanno interessanti, perché al di là della struttura comune le differenze potrebbero emergere sulle frequenze operative.
Nessun dettaglio ufficiale è trapelato a riguardo, ma è ragionevole pensare che il modello Pro punterà su clock più aggressivi, almeno per i due core ad alte prestazioni. È una strategia che Qualcomm ha già adottato in passato e che permette di segmentare l’offerta senza stravolgere l’architettura di base. Poco in comune tra i due chip, dunque, al netto del processo produttivo e del design generale della CPU.
