Chi ancora utilizza la vecchia app di Outlook per gestire l’account Gmail può tirare un sospiro di sollievo. Microsoft ha messo mano a un bug critico che per settimane ha reso la vita complicata a un numero tutt’altro che trascurabile di utenti, impedendo la sincronizzazione della posta in arrivo e in uscita.
Cos’è successo a Outlook?
Il problema era saltato fuori a partire dal 26 febbraio e colpiva chi aveva configurato caselle Gmail e Yahoo Mail all’interno del client. Anche quando tutto era impostato a dovere, la connessione non si ristabiliva. Nemmeno cambiare la password serviva a qualcosa, perché Outlook non mostrava alcuna richiesta di autenticazione. Risultato: l’invio e la ricezione delle email diventavano del tutto imprevedibili, con la comparsa frequente dei codici errore 0x800CCC0E e 0x800CCC0F. Due sigle che, per chi le ha incontrate, sono diventate tristemente familiari.
Va detto che il numero di persone coinvolte non era affatto piccolo. Gmail resta il servizio di posta più usato al mondo, e anche Yahoo Mail ha ancora la sua fetta di utenti, anche se dalle nostre parti decisamente meno. Il bug si annidava nella suite Microsoft 365, e per quasi un mese non è stato possibile venirne a capo in modo definitivo.
La correzione è attiva, ma qualche residuo potrebbe restare
Stando a quanto comunicato da Microsoft, la correzione è arrivata ufficialmente il 20 marzo e risulta già operativa lato server. Questo significa che la stragrande maggioranza degli utenti dovrebbe poter tornare a usare Outlook con Gmail senza intoppi. Però c’è un dettaglio tecnico che vale la pena conoscere: in alcuni casi, gli errori potrebbero continuare a comparire ancora per un po’.
Il motivo è legato ai token OAuth, cioè le chiavi digitali che gestiscono l’autenticazione tra Outlook e i servizi di posta esterni come Gmail. Questi token hanno un ciclo di vita proprio e possono impiegare fino a un’ora per scadere. Solo dopo la loro invalidazione, Outlook torna a richiedere il login e a questo punto la sincronizzazione si ristabilisce normalmente.
Quindi, se dopo il 20 marzo qualcuno nota ancora qualche errore sporadico, non c’è da preoccuparsi più di tanto. È sufficiente attendere che il vecchio token scada e riprovare. A quel punto il client dovrebbe proporre una nuova autenticazione, e tutto torna a funzionare come previsto. Un mese di disservizio non è stato esattamente piacevole, soprattutto per chi dipende da Outlook e Gmail insieme per gestire la posta quotidiana, ma almeno ora la questione sembra chiusa.
