Quando si parla di The Office, viene naturale pensare a Steve Carell nei panni di Michael Scott, uno dei personaggi più iconici nella storia delle sitcom americane. Eppure, quella che oggi sembra una scelta ovvia e quasi inevitabile, in realtà fu tutt’altro che scontata. Carell ha raccontato che, prima di accettare il ruolo, ricevette diversi consigli contrari alla partecipazione allo show. E tra le voci più insistenti nel metterlo in guardia ci fu proprio quella di Paul Rudd, amico e collega attore.
La cosa ha un suo senso, se si pensa al contesto. The Office versione americana nasceva come adattamento dell’omonima serie britannica creata da Ricky Gervais e Stephen Merchant, un prodotto molto amato nel Regno Unito ma dal formato particolare, con un umorismo secco e imbarazzante che non tutti ritenevano esportabile. All’epoca, la sensazione diffusa era che tentare di replicare quel tipo di comicità per il pubblico statunitense fosse un azzardo. E non un azzardo da poco.
The Office, perché tutti lo sconsigliavano
Il punto cruciale era proprio questo: la versione britannica di The Office aveva uno stile così specifico, così legato alla sensibilità inglese, che molti nel settore ritenevano impossibile farne una versione americana senza snaturarla completamente. Paul Rudd, stando al racconto di Steve Carell, fu piuttosto diretto nel suggerirgli di lasciar perdere. Non per cattiveria o mancanza di fiducia, ma perché il progetto sembrava destinato a non funzionare.
E bisogna ammettere che, almeno sulla carta, quei dubbi avevano una loro logica. La storia della televisione americana è piena di adattamenti falliti di serie straniere, show che sulla carta dovevano funzionare e che invece si sono schiantati dopo pochi episodi. Carell stesso non era del tutto convinto, e il fatto che amici stretti come Rudd gli dicessero di non farlo rendeva la decisione ancora più complicata.
Come andò a finire, lo sappiamo tutti
Nonostante i consigli ricevuti, Steve Carell decise di accettare il ruolo di Michael Scott. E il resto, come si dice, è storia. The Office debuttò nel 2005 su NBC e, dopo un primo avvio un po’ sottotono, trovò il suo pubblico, crescendo stagione dopo stagione fino a diventare un vero e proprio fenomeno culturale. Il personaggio di Michael Scott, con la sua goffaggine disarmante e quell’umanità nascosta sotto strati di imbarazzo, si è trasformato nel cuore pulsante dello show.
La serie andò avanti per nove stagioni, anche se Carell lasciò il cast dopo la settima. Ma il suo impatto fu tale che The Office rimane ancora oggi una delle sitcom più viste in streaming a livello globale, capace di conquistare generazioni di spettatori che all’epoca della messa in onda originale non erano nemmeno nati.
Paul Rudd, dal canto suo, non ha mai nascosto di essersi sbagliato di grosso. Ed è uno di quei casi in cui un consiglio ignorato si è rivelato la scelta migliore possibile.
