Archive.today, il noto portale utilizzato da milioni di utenti per archiviare pagine web e, diciamolo, anche per aggirare i paywall di testate giornalistiche e altri contenuti a pagamento, è stato bloccato dalle autorità russe. La notizia è emersa nelle ultime ore, quando chi provava ad accedere al sito dalla Russia si è trovato davanti un messaggio piuttosto esplicito, scritto in russo e pubblicato dal Roskomnadzor, l’ente che in Russia si occupa di sorveglianza e censura online.
Il messaggio compariva accedendo sia al dominio principale sia ai mirror più conosciuti del servizio, tra cui archive.is e archive.ph. Il testo comunicava in modo secco che il sito era stato bloccato dalle autorità, con l’invito a consultare i registri pubblici per approfondire le motivazioni del provvedimento. Peccato che, seguendo il link indicato, non si trovasse granché: solo un’ulteriore conferma del blocco, senza alcuna spiegazione dettagliata sulle ragioni specifiche o sull’estensione della misura.
Perché Archive.today è finito nel mirino
Non serve essere esperti per capire dove stia il punto. Archive.today permette di salvare copie cache di qualsiasi pagina web, e questo meccanismo viene regolarmente sfruttato per leggere articoli che normalmente richiederebbero un abbonamento o un pagamento. In pratica, è una forma un po’ sui generis di pirateria digitale, almeno dal punto di vista di chi pubblica contenuti dietro paywall. Che la Russia abbia deciso di intervenire su questo aspetto non sorprende del tutto, anche se le tempistiche e la mancanza di trasparenza sulle motivazioni lasciano più di qualche dubbio.
Va detto che non è ancora chiaro quanto il blocco sia davvero capillare sul territorio russo, né quali operatori di rete lo stiano effettivamente applicando. La situazione appare piuttosto frammentata. Alcuni test condotti al di fuori della Russia confermano che i siti restano perfettamente accessibili e funzionanti, compresa la possibilità di archiviare nuove pagine senza problemi.
Problemi anche dall’Italia
Quello che rende la vicenda ancora più curiosa è che, allo stato attuale, anche dall’Italia si registrano difficoltà nell’accesso ai due domini citati. Il comportamento è disomogeneo: in alcuni momenti la connessione va semplicemente in timeout, mentre in altri compare direttamente il messaggio del Roskomnadzor, come se il traffico venisse instradato in modo anomalo. Non è chiaro se si tratti di un problema tecnico temporaneo legato alla propagazione del blocco russo o di qualcosa di più strutturale.
