Scegliere la migliore VPN per Mac non è mai stato così importante. Tra navigazione quotidiana, streaming di contenuti internazionali e protezione della propria attività online, avere una rete privata virtuale affidabile sul proprio MacBook o iMac fa davvero la differenza. Il punto è che non tutte le VPN funzionano allo stesso modo su macOS, e alcune offrono funzionalità esclusive che vale la pena conoscere prima di mettere mano al portafoglio.
Partiamo dal quadro generale. Ogni VPN rallenta un po’ la connessione, questo è inevitabile, il traffico viene instradato attraverso un server crittografato. Le migliori, però, limitano la perdita di velocità media al 25% o meno, un calo che nella pratica risulta quasi impercettibile. Oltre alla velocità, una buona VPN per Mac deve garantire crittografia solida, kill switch, protezione da leak DNS e una rigorosa politica di no log, possibilmente verificata da audit indipendenti.
Il vincitore complessivo per il 2026 è Surfshark. L’app per macOS è fluida, semplice da usare anche per chi non ha mai toccato una VPN, e soprattutto include lo split tunneling su Mac, una funzione che la maggior parte dei concorrenti ha ormai abbandonato su macOS e iOS. Surfshark offre anche chicche come il Rotating IP, che cambia automaticamente l’indirizzo IP ogni pochi minuti, e l’Alternative ID, che genera un’identità fittizia per compilare moduli online senza usare i propri dati reali. Nei test più recenti, la perdita media di velocità si è attestata al 21%, un valore più che accettabile. L’abbonamento annuale parte da circa 45 euro per il primo anno, mentre il piano biennale costa circa 56 euro totali per i primi due anni, con rinnovo a circa 93 euro annui.
VPN e le alternative di peso: ExpressVPN, NordVPN, Proton VPN e PIA
ExpressVPN è la scelta ideale per chi è alle prime armi. L’interfaccia minimalista dell’app Mac rende tutto intuitivo, e le velocità sono eccellenti: appena il 18% di perdita media nei test più recenti. Il protocollo proprietario Lightway include già protezioni post quantistiche, un dettaglio che guarda al futuro. Da luglio 2025, ExpressVPN dispone di server in tutti i 50 stati americani, il che lo rende perfetto anche per sbloccare contenuti sportivi regionali. Il prezzo, però, è più alto della media: circa 70 euro il primo anno, circa 92 euro per i primi due anni, con rinnovo a circa 94 euro annui.
NordVPN è semplicemente il più veloce. Una perdita di velocità media del 3% è un dato quasi surreale, e lo rende perfetto per streaming in 4K, gaming e qualsiasi attività che richieda banda. La rete conta oltre 7.400 server in 118 paesi, e le funzionalità avanzate come Onion over VPN e Meshnet aggiungono un livello di versatilità notevole. Il neo riguarda i prezzi di rinnovo: dopo il primo periodo, si sale a circa 131 euro annui, una cifra decisamente salata.
Proton VPN merita una menzione speciale perché offre l’unico piano gratuito davvero consigliabile. Nessuna vendita di dati, nessuna pubblicità invasiva, accesso a server in sei paesi e utilizzo mensile illimitato. Con il piano a pagamento, la perdita di velocità scende al 16% e si ottengono oltre 14.900 server in 120 paesi. Va segnalato un difetto nell’app macOS: quando si cambia server, l’indirizzo IP pubblico resta brevemente esposto senza un avviso chiaro. Proton ha promesso una correzione.
Private Internet Access (PIA) è l’opzione più economica, con circa 37 euro per il primo anno. Offre split tunneling su macOS e server in tutti i 50 stati USA. La nota dolente è la velocità: una perdita media del 48% lo posiziona ben al di sotto della soglia del 25% considerata accettabile. PIA resta comunque una scelta dignitosa per chi ha già una connessione molto veloce e cerca una VPN per Mac senza spendere troppo.
