La litografia a fascio di atomi potrebbe cambiare tutto nel mondo dei semiconduttori, e stavolta la proposta arriva dall’Europa. Lace, una startup con sede in Norvegia, ha appena chiuso un round di finanziamento da circa 37 milioni di euro per portare avanti una tecnologia che, sulla carta, promette di superare i limiti fisici contro cui si scontrano oggi i principali produttori di chip. Il tempismo non è casuale: la miniaturizzazione dei componenti elettronici sta diventando sempre più complicata, e le tecnologie tradizionali basate sulla luce iniziano a mostrare la corda.
Come funziona la tecnologia di Lace e perché è diversa
Oggi il processo per incidere i circuiti sui wafer di silicio si basa sulla litografia ottica. Parliamo di macchinari enormi, costosissimi, forniti quasi in esclusiva da ASML, l’azienda olandese che domina il settore senza rivali credibili. Colossi come TSMC e Intel dipendono completamente da queste apparecchiature per produrre chip di ultima generazione.
Lace propone qualcosa di radicalmente diverso: sostituire la luce con un fascio di atomi di elio. E qui le cifre diventano interessanti davvero. Il fascio utilizzato dalla startup avrebbe una larghezza di circa 0,1 nanometri, praticamente quanto un atomo di idrogeno. Per capire la portata del cambiamento, basta pensare che i sistemi EUV (Extreme Ultraviolet) attualmente in uso lavorano con lunghezze d’onda di circa 13,5 nanometri. Il salto di scala è enorme.
Secondo quanto dichiarato dall’azienda, questa tecnologia consentirebbe di ridurre le dimensioni dei componenti fino a dieci volte rispetto agli standard attuali. Significa più transistor nello stesso spazio, densità maggiore, prestazioni migliori. E questo ha implicazioni concrete soprattutto per tutto ciò che riguarda l’intelligenza artificiale, dove la potenza di calcolo non è mai abbastanza.
Chi finanzia il progetto e a che punto siamo
Il round di Serie A di Lace è stato guidato da Atomico, uno dei fondi europei più attivi nel settore tech, con la partecipazione di Microsoft attraverso il fondo M12 e di altri investitori europei. Che un’azienda come Microsoft scommetta su questa tecnologia dice qualcosa sulla serietà del progetto, anche se ovviamente siamo ancora nelle fasi iniziali.
Lace ha già sviluppato dei prototipi funzionanti, il che non è poco per una realtà così giovane. I risultati preliminari sono stati presentati in ambito scientifico internazionale, un passaggio importante per la credibilità della tecnologia. Il piano prevede la realizzazione di un sistema di test completo all’interno di una fabbrica pilota entro il 2029.
