Il prezzo dei PC sta per subire un’impennata che farà male al portafoglio di parecchia gente. ASUS ha comunicato di voler aumentare i listini dei propri computer fino al 30%, e non si tratta di un ritocchino simbolico: è uno degli incrementi più pesanti che il settore abbia visto negli ultimi anni. Alla base di tutto c’è un problema che si trascina da mesi e che adesso sta esplodendo con forza: la carenza di memorie DRAM, quel componente che sta dentro qualsiasi dispositivo e senza il quale, banalmente, un computer non funziona.
Fino a poco tempo fa i produttori erano riusciti a reggere, attingendo alle scorte accumulate nei trimestri precedenti. Ma quelle riserve si stanno assottigliando in fretta, e non c’è molto margine per tamponare ancora. Risultato? I costi lievitano lungo tutta la filiera, e alla fine del percorso ci sono i consumatori. ASUS non è sola in questa situazione: anche Acer e Dell si trovano nella stessa identica posizione, costrette a fare i conti con una realtà di mercato che non perdona.
Non sono solo le RAM: SSD, CPU e GPU costano sempre di più
Sarebbe bello poter dire che il problema si ferma alla DRAM, ma non è così. La crisi tocca anche altri componenti fondamentali come SSD, CPU e GPU. Tutto quello che serve per assemblare un computer, in pratica, sta diventando più costoso o più difficile da trovare. Questo mette una pressione enorme sulla catena di approvvigionamento, e i produttori devono continuamente rivedere le proprie strategie per non lavorare in perdita e, allo stesso tempo, garantire che i prodotti arrivino sugli scaffali.
Anche Intel è coinvolta direttamente: si parla già di un aumento dei prezzi delle CPU destinate ai produttori di PC, il che non fa altro che alimentare ulteriormente la spirale dei rincari. Le previsioni sul settore non sono esattamente rosee. Le spedizioni globali di PC potrebbero calare in modo ancora più drastico nel corso dell’anno, e il segmento dei computer economici rischia di ridursi drasticamente. Nel peggiore degli scenari, potrebbe addirittura sparire del tutto.
ASUS e gli altri produttori cercano strade alternative per restare in piedi
Di fronte a un mercato PC così turbolento, le aziende non stanno certo con le mani in mano. ASUS, Acer e altri nomi importanti del settore stanno diversificando le proprie attività, puntando forte sul mercato dei server e sulla produzione legata all’intelligenza artificiale. È un settore in piena espansione, con una domanda che cresce a ritmi sostenuti, e rappresenta una fonte di ricavi e stabilità che può compensare, almeno in parte, le difficoltà sul fronte consumer.
Il segnale che i produttori stanno mandando ai consumatori è piuttosto diretto: con i costi delle materie prime e dei componenti in continua salita, chi ha in programma di acquistare un nuovo PC farebbe bene a non aspettare troppo. È molto probabile che i prezzi continuino a salire nel breve termine, rendendo l’acquisto attuale potenzialmente più conveniente rispetto a quello dei prossimi mesi.
