Il cargo Progress 94 è in orbita, ma qualcosa non è andato come previsto. Il lancio avvenuto lunedì dalla base di Baikonur sembrava una di quelle missioni che si archiviano in fretta, roba di routine, rifornimenti diretti alla Stazione Spaziale Internazionale. E invece no. Appena raggiunta l’orbita, la navetta ha mostrato un’anomalia che ha subito messo in allarme i tecnici di Roscosmos: due delle antenne principali non si sono dispiegate correttamente. Un guasto che, sulla carta, potrebbe complicare parecchio la fase di avvicinamento e aggancio alla ISS.
Il punto è che quelle antenne non sono lì per fare scena. Servono al sistema di navigazione automatica, quello che permette al cargo di orientarsi e completare la manovra di attracco senza che nessuno debba intervenire manualmente. Se restano chiuse, Progress 94 potrebbe non essere in grado di portare a termine l’approccio in autonomia. E qui si apre lo scenario che nessuno vorrebbe affrontare: un intervento umano diretto, con l’equipaggio della ISS chiamato a gestire l’aggancio in modalità manuale.
Cosa significa davvero per la missione e per la ISS
Non è la prima volta che un cargo Progress finisce nei guai con componenti meccanici dopo il lancio. In passato ci sono stati episodi simili, e nella maggior parte dei casi la situazione è stata risolta senza conseguenze drammatiche. Ma ogni anomalia ha una sua storia, e quella di Progress 94 va ancora capita fino in fondo. I tecnici a terra stanno analizzando i dati di telemetria per capire se le antenne possano ancora aprirsi con qualche manovra correttiva, oppure se il problema è strutturale e irreversibile.
Roscosmos non ha rilasciato dichiarazioni dettagliate sulle tempistiche, ma è chiaro che la tabella di marcia originale è saltata. Il cargo trasporta rifornimenti essenziali per la stazione, quindi ritardare troppo non è un’opzione praticabile a lungo. Se il sistema automatico di attracco dovesse risultare inutilizzabile, toccherebbe agli astronauti a bordo della ISS prendere il controllo remoto della navetta e guidarla fino al punto di aggancio. Una procedura che esiste, è prevista nei protocolli, ma che aggiunge complessità e un margine di rischio che tutti preferirebbero evitare.
Un lancio che doveva essere routine e invece no
La missione di Progress 94 rientrava nel calendario regolare di approvvigionamento della ISS. Cibo, acqua, pezzi di ricambio, esperimenti scientifici. Niente di straordinario, almeno sulla carta. Eppure proprio le missioni più ordinarie a volte riservano sorprese, e questa ne è la dimostrazione. Il fatto che due antenne su un veicolo collaudato come Progress decidano di non cooperare ricorda quanto lo spazio resti un ambiente dove nulla può essere dato per scontato.
Al momento il cargo resta in orbita stabile, e le comunicazioni con il centro di controllo funzionano regolarmente. La decisione su come procedere con l’attracco dovrebbe arrivare nelle prossime ore, una volta completata l’analisi completa dei dati raccolti dopo il lancio da Baikonur.
