Un agente AI personale al fianco di Mark Zuckerberg per prendere decisioni e dirigere Meta. Sembra quasi fantascienza, eppure è quello che emerge da un’inchiesta del Wall Street Journal: il CEO e cofondatore del colosso di Menlo Park starebbe già testando un assistente virtuale progettato su misura per supportarlo nella gestione quotidiana dell’azienda. Una mossa che, a ben guardare, non arriva del tutto a sorpresa. Lo stesso Zuckerberg aveva lasciato intendere qualcosa di simile già durante una call finanziaria a gennaio, parlando apertamente del ruolo crescente dell’intelligenza artificiale nelle operazioni interne.
Come funziona e cosa fa questo assistente virtuale
L’agente AI è ancora in fase di sviluppo, ma questo non significa che sia fermo in un laboratorio. Zuckerberg lo starebbe già utilizzando per ottenere dati e documenti aziendali in tempi ridotti, saltando di fatto i passaggi attraverso team intermedi. Tradotto: meno persone coinvolte nei processi, risposte più rapide, catena decisionale più corta.
E qui la questione si fa un po’ più delicata. Questo scenario coinciderebbe almeno in parte con quanto riportato da Reuters, che ha parlato di un piano di licenziamenti potenzialmente in grado di coinvolgere fino al 20% del personale di Meta. L’obiettivo dichiarato sarebbe quello di tagliare le spese operative e reinvestire massicciamente in strumenti di automazione. Meta, va detto, ha definito queste indiscrezioni come semplici speculazioni, senza confermare alcuna decisione ufficiale. Però la direzione sembra piuttosto chiara: Zuckerberg vuole trasformare Meta in un’azienda dove l’intelligenza artificiale diventa il vero motore organizzativo, non solo un accessorio tecnologico.
Gli strumenti AI già attivi dentro Meta
Il Wall Street Journal ha anche evidenziato che gli strumenti basati su agenti intelligenti non rappresentano esattamente una novità per i team interni di Meta. Diversi dipendenti starebbero già utilizzando un tool chiamato MyClaw per accedere rapidamente a file di lavoro e cronologie chat, oltre che per interagire con versioni AI dei propri colleghi. Una cosa un po’ surreale, certo, ma evidentemente funzionale al punto da essere adottata. Curiosamente, un precedente report suggeriva che MyClaw non fosse particolarmente apprezzato internamente, ma qualcosa potrebbe essere cambiato nel frattempo.
Non è tutto. Pare che all’interno dell’azienda circoli anche uno strumento chiamato Second Brain, costruito sulla tecnologia di Anthropic. Si tratta di un agente AI capace di coordinare e supportare interi progetti, una sorta di project manager artificiale che lavora fianco a fianco con i team umani.
