Le pubblicità su Apple Maps stanno per diventare realtà, e la notizia non farà piacere a chi ha sempre apprezzato l’approccio pulito e discreto dell’app di navigazione di Cupertino. Secondo quanto riportato da Bloomberg, Apple potrebbe annunciare l’arrivo degli annunci pubblicitari all’interno di Maps già entro la fine di marzo, con le prime inserzioni visibili sui dispositivi e sul web a partire dall’estate.
Apple Maps: come funzioneranno le pubblicità?
Il meccanismo funzionerà più o meno così: le aziende potranno fare offerte su determinati termini di ricerca. Un ristorante, per esempio, potrebbe puntare sulla parola “hamburger”, e se la sua offerta risulta la più alta, il suo locale comparirà in cima ai risultati, sopra quelli organici. Un sistema ad aste che ricorda molto quello già adottato da Google Maps, Yelp e Bing Maps, tutti servizi che da tempo monetizzano attraverso annunci sponsorizzati. Apple, insomma, non sta inventando nulla di nuovo. Sta semplicemente seguendo un percorso già battuto dalla concorrenza.
La mossa si inserisce in una strategia più ampia. I servizi Apple generano ormai oltre 100 miliardi di dollari l’anno (circa 92 miliardi di euro), rappresentando più di un quarto del fatturato complessivo dell’azienda. Con le autorità di regolamentazione che tengono sotto pressione il modello dell’App Store e il discusso accordo di ricerca con Google di Alphabet sempre nel mirino, aprire nuovi canali di guadagno diventa fondamentale. La divisione pubblicitaria di Apple, recentemente ribattezzata da Search Ads ad Apple Ads proprio per segnalare ambizioni più grandi, è sulla buona strada per generare circa 7,8 miliardi di euro quest’anno.
Annunci ovunque, ma con un occhio alla privacy
Non è la prima volta che Apple introduce pubblicità nei propri servizi. Gli slot pubblicitari nell’App Store esistono già da tempo, e l’azienda sta lavorando per portare più annunci anche nell’app News e nel servizio podcast. Apple Maps con le pubblicità rappresenta però un passo ulteriore, che rischia di infastidire parecchio chi spende cifre importanti per i dispositivi Apple aspettandosi un’esperienza libera da distrazioni commerciali.
C’è però un aspetto che potrebbe attenuare le critiche. A differenza di quanto accade con Google Maps e il suo sistema di profilazione dettagliata, Apple dovrebbe adottare un approccio meno invasivo. Come evidenziato da PPC Land, gli annunci su Maps saranno basati esclusivamente su ciò che viene cercato in quel momento, senza sfruttare profili utente costruiti nel tempo. Niente tracciamento aggressivo, quindi. Solo pubblicità contestuali legate alla ricerca specifica.
Apple potrebbe anche sfruttare l’intelligenza artificiale per assicurarsi che gli annunci mostrati siano pertinenti e il meno invasivi possibile. Una magra consolazione, forse, per chi preferiva un’app di navigazione completamente priva di contenuti sponsorizzati. Resta il fatto che l’utilizzo dello spazio sullo schermo degli iPhone per generare ricavi pubblicitari segna un cambio di rotta evidente, destinato a ridefinire il rapporto tra Apple e la propria base di utenti.
