Esiste un virus di cui probabilmente la maggior parte delle persone non ha mai sentito parlare, eppure si stima che possa infettare fino al 90% della popolazione mondiale. Si chiama polyomavirus umano 2, più comunemente noto come virus JC o virus di John Cunningham, dal nome del paziente da cui venne isolato per la prima volta nel 1971. E la notizia che sta facendo discutere la comunità scientifica questa settimana riguarda proprio lui: potrebbe esistere un nuovo meccanismo di attivazione di questo patogeno, capace di coinvolgere fino al 10% degli adulti a livello globale.
Il fatto inquietante è che il virus JC resta silenzioso per tutta la vita. Non dà sintomi, non si fa notare, non provoca febbre né malessere. Si installa nelle cellule e lì rimane, in una sorta di letargo permanente. Ma se qualcosa lo risveglia, le conseguenze possono essere devastanti: è in grado di distruggere il cervello, causando una malattia rara ma gravissima.
Come si trasmette e chi è più esposto
Il virus JC si trova nelle urine e nelle feci delle persone infette e si trasmette per via oro fecale. Molte persone vengono infettate già nei primi anni di vita, spesso senza che nessuno se ne accorga. Indagini sierologiche condotte su campioni di sangue hanno rivelato che tra il 50% e il 90% degli adulti è stato esposto al virus almeno una volta nella vita. Si tratta di numeri impressionanti, che rendono il polyomavirus umano 2 uno dei patogeni più diffusi in assoluto.
Secondo le ipotesi dei ricercatori, il sito iniziale di infezione potrebbe essere rappresentato dalle tonsille oppure dal tratto gastrointestinale. Ma indipendentemente da dove avvenga il primo contatto, l’infezione iniziale è completamente asintomatica. Nessun segnale, nessun campanello d’allarme. La persona viene infettata da quella che gli esperti chiamano la forma archetipo del virus JC, che stabilisce una infezione persistente ma del tutto silenziosa, destinata a durare per il resto della vita.
Il nuovo meccanismo di attivazione che preoccupa gli scienziati
La scoperta più recente riguarda proprio le modalità con cui questo virus potrebbe risvegliarsi. I ricercatori hanno individuato una potenziale nuova via di attivazione del virus JC, e questo rappresenta un elemento di forte interesse scientifico. Se confermato, questo meccanismo potrebbe riguardare fino al 10% degli adulti nel mondo, una percentuale tutt’altro che trascurabile.
Fino a oggi si sapeva che il polyomavirus umano 2 poteva riattivarsi in condizioni di grave immunodepressione, come nel caso di pazienti sottoposti a terapie immunosoppressive o affetti da patologie che compromettono il sistema immunitario. La possibilità che esista un ulteriore percorso di attivazione allarga significativamente il quadro dei soggetti potenzialmente a rischio.
Il virus JC, quando si riattiva, può provocare la leucoencefalopatia multifocale progressiva, una patologia neurodegenerativa che colpisce la sostanza bianca del cervello e per la quale non esiste attualmente una cura efficace. Il fatto che un agente patogeno così diffuso nella popolazione possa avere vie di riattivazione ancora non completamente comprese rende questa linea di ricerca particolarmente urgente per la comunità medica internazionale.
