La notizia è di quelle che scuotono il mercato delle telecomunicazioni italiane: Poste Italiane ha ufficializzato la volontà di lanciare un’offerta pubblica di acquisto e scambio (OPAS) volontaria totalitaria su TIM, puntando a rilevare l’intero capitale sociale di Telecom Italia. L’operazione, annunciata il 22 marzo 2026, ha un valore complessivo stimato in circa 10,8 miliardi di euro e prevede, una volta completata, il delisting delle azioni TIM da Euronext Milan. Tradotto: se tutto andrà secondo i piani, TIM potrebbe uscire dalla Borsa.
Il Consiglio di Amministrazione di Poste Italiane ha deliberato questa mossa con un obiettivo chiaro, quello di portare sotto un unico tetto due realtà centrali nel panorama dei servizi italiani. Non si tratta di una semplice acquisizione finanziaria, ma di un progetto che ridisegnerebbe gli equilibri nel settore delle telecomunicazioni e dei servizi postali nel nostro Paese. La formula scelta, quella dell’OPAS, prevede che gli azionisti di TIM possano ricevere in cambio delle proprie azioni sia un corrispettivo in denaro sia azioni di Poste Italiane, secondo un rapporto che verrà definito nei documenti ufficiali dell’offerta.
Cosa significa questa operazione per il mercato italiano
Un’operazione da 10,8 miliardi di euro non passa inosservata, e le implicazioni sono enormi. Da un lato, Poste Italiane rafforzerebbe in modo significativo la propria posizione come operatore di servizi integrati, aggiungendo alla propria offerta l’intera infrastruttura e la base clienti di Telecom Italia. Dall’altro, per TIM si aprirebbe una fase completamente nuova, lontana dalle dinamiche e dalle pressioni tipiche di una società quotata in Borsa.
Il delisting da Euronext Milan rappresenta un passaggio delicato. Significa che le azioni TIM non sarebbero più scambiabili sul mercato regolamentato, e questo ha conseguenze dirette per tutti gli azionisti, dai grandi fondi istituzionali fino ai piccoli risparmiatori che nel corso degli anni hanno mantenuto titoli Telecom in portafoglio. La natura volontaria e totalitaria dell’offerta pubblica implica che Poste Italiane punta a raccogliere il 100% delle azioni, senza lasciare minoranze sul campo.
I prossimi passaggi dell’offerta pubblica su TIM
Come per qualsiasi operazione di questa portata, i tempi non saranno brevissimi. L’OPAS dovrà ottenere le necessarie autorizzazioni da parte delle autorità di vigilanza competenti, a partire dalla Consob, e sarà soggetta al rispetto delle normative antitrust. Solo dopo il via libera regolamentare si potrà procedere con la pubblicazione del documento di offerta e l’apertura del periodo in cui gli azionisti TIM potranno aderire.
Poste Italiane ha comunicato che tutti i dettagli economici e le condizioni precise dell’offerta verranno resi noti nelle prossime settimane, incluso il prezzo per azione e il concambio azionario proposto. Nel frattempo, il mercato ha già iniziato a reagire, con analisti e investitori che stanno valutando le possibili sinergie tra le due aziende e l’impatto che questa acquisizione totale potrebbe avere sulla competitività del settore delle telecomunicazioni in Italia.
