Una nuova startup firmata Alphabet, la casa madre di Google, punta dritta al cuore di uno dei problemi più annosi del settore edilizio: quella fase interminabile che precede la posa della prima pietra. Si chiama Anori e ha un obiettivo tanto ambizioso quanto concreto, ovvero semplificare e velocizzare tutto ciò che succede prima ancora che un cantiere apra i battenti.
Chi ha avuto a che fare con il mondo delle costruzioni lo sa bene. La fase di pre-costruzione, quella fatta di permessi, approvazioni, coordinamento tra decine di soggetti diversi, è spesso la più lenta e costosa dell’intero processo. Si parla di tempistiche che in certi casi superano i due anni, durante i quali architetti, ingegneri, costruttori e investitori si ritrovano impantanati in un groviglio di burocrazia e procedure che generano inefficienze a catena. Le approvazioni richiedono mesi, e quando qualcosa va modificato nei progetti capita di dover praticamente ricominciare da zero. E ogni giorno perso, ovviamente, è denaro buttato.
Come funziona la piattaforma Anori
Anori nasce proprio per aggredire questo collo di bottiglia. La piattaforma è pensata per collegare e coordinare tutti i soggetti coinvolti in un progetto edilizio: dai privati che vogliono realizzare un’opera agli enti pubblici che devono rilasciare le autorizzazioni, passando per i professionisti che nel mezzo devono confrontarsi tra loro nella maniera più fluida possibile.
L’idea di fondo è quella di creare un ecosistema digitale dove le informazioni circolano senza intoppi, riducendo drasticamente il rischio di errori, duplicazioni e revisioni continue. Quando una modifica viene apportata a un progetto, tutti gli attori coinvolti ne vengono informati in tempo reale, evitando quel classico meccanismo per cui si scopre tardi che qualcosa non torna e bisogna ripartire daccapo.
Cosa promette la nuova creatura di Alphabet
Le promesse di Anori sono piuttosto chiare. La startup punta a tagliare in modo significativo i tempi delle verifiche normative, a diminuire il numero di errori progettuali e le conseguenti revisioni, e a garantire un coordinamento molto più stretto tra le varie figure professionali che gravitano attorno a un cantiere ancora prima che questo esista fisicamente.
Non è la prima volta che Alphabet decide di esplorare territori che vanno ben oltre il perimetro tradizionale di Google. La società ha una lunga storia di scommesse su settori apparentemente distanti dal suo core business, dalla guida autonoma con Waymo alle scienze della vita con Verily. Con Anori, però, il colosso di Mountain View entra in un ambito dove la trasformazione digitale è ancora largamente incompiuta e dove le potenzialità di miglioramento sono enormi.
