Il sistema Tesla Full Self-Driving è finito ancora una volta nel mirino delle autorità americane, e questa volta la faccenda si fa decisamente più seria. La NHTSA, l’agenzia federale per la sicurezza stradale degli Stati Uniti, ha deciso di intensificare la propria indagine sul sistema di guida autonoma di Tesla, portandola dalla fase di valutazione preliminare a quella di analisi ingegneristica. Un passaggio che, nei fatti, avvicina concretamente il rischio di un richiamo massivo che potrebbe riguardare oltre 3,2 milioni di veicoli Tesla circolanti negli Stati Uniti.
L’agenzia aveva aperto una prima valutazione nell’ottobre 2024 per capire come FSD gestisse le situazioni di visibilità ridotta sulla strada. Ora quell’indagine è stata potenziata per esaminare nel dettaglio il comportamento del sistema basato esclusivamente sulle telecamere, senza radar né altri sensori, in condizioni ambientali avverse. Il punto centrale è capire se il sistema sia in grado di avvisare i conducenti con un margine di tempo sufficiente per reagire.
La pioggia e la scarsa visibilità: il tallone d’Achille di Tesla FSD
Secondo quanto ricostruito dai regolatori, Tesla ha sviluppato un sistema di rilevamento del degrado delle prestazioni dopo aver abbandonato il radar a metà del 2021, passando a un approccio completamente basato sulla visione artificiale tramite telecamere. L’azienda ha poi iniziato a lavorare su un aggiornamento di questo sistema nel giugno 2024, a seguito di un incidente mortale avvenuto il 28 novembre 2023 che coinvolgeva uno dei suoi veicoli.
Durante la fase preliminare dell’indagine, la NHTSA ha scoperto che le difficoltà di Tesla FSD nel riconoscere condizioni stradali problematiche potrebbero aver contribuito a 3 dei 9 incidenti identificati dall’Ufficio investigativo sui difetti (ODI). Negli incidenti analizzati, il sistema non è riuscito a riconoscere condizioni comuni che compromettevano la visibilità delle telecamere e non ha emesso avvisi tempestivi fino a pochi istanti prima dell’impatto.
Un’ulteriore revisione delle risposte fornite da Tesla ha poi fatto emergere altri incidenti avvenuti in circostanze simili. In questi casi, il sistema di guida autonoma ha perso il tracciamento oppure non ha mai rilevato un veicolo che si trovava davanti, lungo la stessa traiettoria. Un dato particolarmente preoccupante.
Possibile sottostima degli incidenti e veicoli coinvolti
C’è anche un altro aspetto che ha attirato l’attenzione della NHTSA. Tesla stessa ha ammesso che limitazioni nei dati interni e nell’etichettatura delle informazioni hanno impedito un’identificazione uniforme e un’analisi completa degli incidenti avvenuti con il sistema FSD attivo. Questo significa, in parole semplici, che il numero reale di incidenti potrebbe essere superiore a quello ufficialmente noto. La possibilità di una sottostima dei crash è un elemento che i regolatori stanno prendendo molto sul serio.
L’indagine copre un parco veicoli stimato in 3.203.754 unità, che include Model S e Model X prodotte dal 2016 al 2026, Model 3 dal 2017 al 2026, Model Y dal 2020 al 2026 e Cybertruck dal 2023 al 2026, tutti equipaggiati con il software Full Self-Driving.

