Google Search sta testando una funzione che potrebbe cambiare radicalmente il modo in cui le notizie appaiono nei risultati di ricerca. Il motore di ricerca più usato al mondo ha iniziato a sostituire i titoli degli articoli e i nomi dei siti web con versioni generate tramite intelligenza artificiale, e la cosa sta facendo discutere parecchio.
A segnalare il fenomeno è stata la redazione di The Verge, che negli ultimi mesi ha notato come alcuni dei propri articoli comparissero su Google Search con titoli diversi da quelli effettivamente pubblicati. Titoli che nessuno della redazione aveva scritto. Google ha poi confermato tutto: si tratta di un esperimento definito “piccolo”, pensato per identificare contenuti della pagina che possano risultare più utili e pertinenti rispetto alla ricerca effettuata dall’utente. L’obiettivo dichiarato sarebbe quello di migliorare la corrispondenza tra i titoli e le query degli utenti, facilitando così l’interazione con i contenuti web.
Qualche esempio concreto aiuta a capire la portata della cosa. Un articolo di The Verge intitolato originariamente “I used the ‘cheat on everything’ AI tool and it didn’t help me cheat on anything” è stato semplificato da Google Search in qualcosa come “‘Cheat on everything’ AI tool”. Un altro pezzo, dal titolo “Microsoft is rebranding Copilot in the most Microsoft way possible”, è diventato “Copilot Changes: Marketing Teams at it Again”. Riscritture che cambiano il tono, il senso e a volte persino il messaggio dell’articolo originale.
Google precisa: niente AI generativa nel prodotto finale
Un dettaglio interessante: Google ha specificato che, qualora questo esperimento dovesse diventare una funzionalità stabile e diffusa, non verrebbe utilizzata AI generativa. I titoli, quindi, non sarebbero creati da zero da un modello tipo Gemini, ma verrebbero comunque rielaborati a partire dal contenuto della pagina. Una distinzione sottile, che però non cambia molto la sostanza del problema per chi pubblica contenuti online.
È vero che già oggi molti articoli hanno un titolo SEO diverso da quello visibile nella pagina, e spesso Google taglia o accorcia i titoli nei risultati. Ma riscrivere completamente un titolo è tutta un’altra storia. Per gli editori e i proprietari di siti web, il titolo è un elemento fondamentale: comunica il tono, l’angolazione e l’identità editoriale di un contenuto. Se Google Search può decidere autonomamente cosa mostrare come titolo, il rischio è quello di rappresentare in modo distorto ciò che viene effettivamente pubblicato.
Un problema che si somma al calo di traffico dai risultati di ricerca
Questa novità arriva in un momento già complicato per chi dipende dal traffico organico proveniente da Google. I dati mostrano che i referral di Google Search verso i siti web sono in forte calo, e i link inseriti nelle risposte dell’intelligenza artificiale non compensano la perdita: secondo le stime, generano meno dell’1% del traffico complessivo.
Non è nemmeno la prima volta che Google sperimenta con la riscrittura dei titoli. Google Discover aveva già testato una funzione simile, che è poi stata estesa su larga scala perché, stando ai dati interni, garantiva risultati positivi in termini di soddisfazione degli utenti. Il fatto che quella sperimentazione sia diventata permanente lascia pensare che anche su Google Search la direzione possa essere la stessa.
