La missione Artemis II della NASA sta avanzando con segnali sempre più incoraggianti verso la data di lancio fissata per il primo aprile. Il gigantesco razzo Space Launch System, insieme alla capsula Orion, ha lasciato il Vehicle Assembly Building nella notte del 20 marzo, raggiungendo il complesso di lancio 39B al Kennedy Space Center. Un trasferimento tutt’altro che banale, durato circa 11 ore e complicato da forti venti che hanno rallentato le operazioni causando un ritardo di diverse ore. Alla fine, però, tutto è andato come previsto, e il prossimo tentativo di lancio si fa ogni giorno più concreto.
Vale la pena ricordare il percorso che ha portato fin qui. Il razzo era già stato trasportato sulla rampa di lancio a metà gennaio, dove aveva completato due prove generali di rifornimento. Quelle simulazioni servivano a replicare nel dettaglio le operazioni reali di lancio, ed erano andate sostanzialmente bene. Poi però, a fine febbraio, la NASA ha preso la decisione di riportare tutto all’interno dell’edificio di assemblaggio. Il motivo era un problema nel sistema di alimentazione dell’elio presente nello stadio superiore del razzo. Un guasto che andava risolto prima di qualsiasi altro passo avanti.
Il problema risolto e il via libera definitivo per Artemis II
Gli ingegneri si sono messi al lavoro e hanno individuato la causa del malfunzionamento: una guarnizione fuori sede in una linea di collegamento. Sembra un dettaglio da poco, ma in un sistema complesso come lo Space Launch System anche una piccola anomalia può avere conseguenze serie. Sono stati quindi eseguiti tutti gli interventi necessari a ripristinare il corretto funzionamento, e i test successivi hanno confermato che il problema era stato effettivamente eliminato.
A quel punto è arrivata la decisione tanto attesa. A seguito di una revisione tecnica completata il 12 marzo, la NASA ha dato il via libera a un nuovo tentativo di lancio. Aspetto interessante: l’agenzia ha scelto di procedere senza ripetere ulteriori prove di rifornimento sulla rampa, dimostrando una certa fiducia nella soluzione adottata e nei dati raccolti durante le simulazioni precedenti.
