La lunga disputa legale tra Masimo e Apple sulla tecnologia di pulsossimetria integrata in Apple Watch ha prodotto un doppio colpo di scena che merita attenzione. Un tribunale d’appello statunitense ha confermato la sentenza originale a favore di Masimo, ma praticamente in contemporanea la stessa International Trade Commission (ITC) ha stabilito che oggi Apple non viola più nessuno dei brevetti contestati. Tradotto: nessun nuovo ban su Apple Watch è all’orizzonte.
La storia parte da lontano, dal 2020, quando Masimo aveva accusato Apple di aver violato brevetti e sottratto segreti commerciali legati al sensore per la misurazione dell’ossigeno nel sangue, funzionalità comparsa per la prima volta con Apple Watch Series 6. Nel 2023 l’ITC aveva dato ragione a Masimo e disposto un ordine che impediva l’importazione negli Stati Uniti dei modelli coinvolti. La Casa Bianca, che avrebbe potuto bloccare il provvedimento durante il periodo di revisione di 60 giorni, non era intervenuta.
Apple, fiutando il pericolo, aveva smesso di importare e vendere i modelli interessati ancora prima che il divieto diventasse effettivo, e nel frattempo aveva lavorato a un aggiornamento software che di fatto disabilitava la funzione incriminata. Nel gennaio 2024 la dogana statunitense aveva ritenuto quella soluzione sufficiente per rispettare l’ordine dell’ITC.
Il doppio verdetto di marzo 2026 e la questione dei brevetti
Il 19 marzo 2026 la US Court of Appeal for the Federal Circuit ha confermato la sentenza originale dell’ITC con un documento piuttosto essenziale: una singola frase, senza motivazioni dettagliate. Apple dovrà pagare le spese legali. Però, il giorno prima, la stessa ITC aveva depositato un nuovo documento in cui elenca ciascuno dei brevetti contestati e conclude che Apple non ne viola nessuno. Il riferimento è a quello che viene chiamato “Apple Redesign 2 Watch”, cioè la versione aggiornata via software che ha rimosso le presunte violazioni.
Apple ha commentato dichiarando soddisfazione per la decisione e accusando Masimo di aver presentato “dozzine di false accuse” nel corso di sei anni, quasi tutte respinte. Masimo, dal canto suo, aveva già incassato un verdetto favorevole nel novembre 2025: una giuria federale le aveva riconosciuto un risarcimento di circa 590 milioni di euro. L’azienda di tecnologia medica aveva definito quel risultato “una vittoria significativa” nella protezione della propria proprietà intellettuale.
Il futuro della disputa e la scadenza dei brevetti
Apple non ci sta e ha annunciato l’intenzione di appellarsi anche contro il verdetto del novembre 2025, sostenendo che la decisione era “contraria ai fatti” e sottolineando che Masimo “non vende alcun prodotto ai consumatori.” La battaglia legale tra le due aziende, quindi, è destinata a proseguire ancora. C’è però un dettaglio che potrebbe cambiare tutto: i brevetti al centro della contesa potrebbero scadere entro meno di tre anni. Se accadesse, Apple sarebbe libera di ripristinare la funzionalità di misurazione dell’ossigeno nel sangue su Apple Watch senza dover più fare i conti con le rivendicazioni di Masimo.
