Le funzionalità social di Spotify continuano a espandersi, e stavolta le novità riguardano qualcosa che ricorda molto da vicino le conferme di lettura tipiche di WhatsApp o iMessage. All’interno del codice dell’app, infatti, sono state scovate tracce di un sistema pensato per rendere più trasparente lo scambio di contenuti audio tra utenti. Una direzione che rafforza l’idea di Spotify come piattaforma sempre più orientata all’interazione diretta.
Tutto parte da un’analisi approfondita condotta da Android Authority sull’APK della versione 9.1.34.1586 dell’app. Nel codice sono comparsi riferimenti a due funzioni ancora non attive: le cosiddette “Saved Receipts” e “Played Receipts”. Tradotto in parole semplici, la prima permetterebbe di sapere quando qualcuno salva un brano, un podcast o un audiolibro ricevuto via messaggio. La seconda, invece, segnalerebbe quando quel contenuto viene effettivamente ascoltato. Un meccanismo che ricalca le classiche conferme di lettura, solo che qui si parla di musica e contenuti audio, non di testo.
Dalle stringhe di codice individuate emerge anche un particolare interessante: il sistema di messaggistica interna di Spotify è identificato con il nome in codice “campfire”. Queste nuove funzionalità si inserirebbero proprio all’interno di questa sezione, che era stata lanciata nell’agosto del 2024 e poi progressivamente arricchita con strumenti come Listening Activity e Request to Jam.
La privacy resta una scelta: le ricevute si potranno disattivare
Come succede già sulle principali app di messaggistica, anche su Spotify le ricevute non saranno obbligatorie. Chi preferisce mantenere un certo grado di riservatezza potrà semplicemente disabilitarle dalle impostazioni. Attenzione, però: disattivando la funzione, non sarà possibile vedere le attività degli altri e allo stesso tempo le proprie azioni resteranno invisibili. La modifica, stando a quanto emerso, avrebbe effetto su tutte le conversazioni senza eccezioni, quindi niente toggle selettivi per singoli contatti.
C’è poi dell’altro. Nel codice dell’app sono stati individuati anche segnali legati a sviluppi ulteriori. Tra questi, la possibilità di usare reazioni con emoji personalizzate nei messaggi e una funzione per organizzare le playlist in cartelle direttamente da dispositivi mobili. Quest’ultima opzione, va detto, esiste già da tempo nella versione desktop di Spotify, quindi il suo arrivo su smartphone sarebbe più che altro un allineamento tra piattaforme. Nessuna di queste funzionalità risulta al momento disponibile per gli utenti. Si tratta esclusivamente di elementi individuati nel codice, che potrebbero essere rilasciati nei prossimi mesi oppure subire modifiche significative prima di un eventuale lancio ufficiale.

