Bulbasaur è diventato il protagonista assoluto di un fenomeno virale in Giappone, e il motivo non ha nulla a che fare con battaglie o evoluzioni. Grazie a Pokémon Pokopia, il celebre starter di prima generazione viene ormai percepito dal pubblico giapponese come una Gyaru, ovvero una ragazza giovane, alla moda, con pelle abbronzata, unghie lunghe, capelli tinti e trucco appariscente. Praticamente la descrizione perfetta di Bulbasaur o almeno, così la vedono migliaia di fan.
Come Bulbasaur è diventato una Gyaru in Pokopia
Tutto è partito da un’osservazione ironica pubblicata sui social: qualcuno ha fatto notare che Bulbasaur in Pokopia ha un atteggiamento che ricorda proprio quello delle gyaru. L’affermazione era chiaramente scherzosa, ma ha fatto centro.
In Pokopia esiste un solo esemplare per ogni specie, e ciascun Pokémon viene reso unico attraverso personalità, atteggiamenti e perfino scelte linguistiche specifiche. Nella versione giapponese del gioco, questo aspetto è ancora più marcato. Ogni Pokémon usa pronomi diversi, e quei pronomi raccontano moltissimo del personaggio. Charmander ad esempio usa “ore”, tipicamente maschile. Squirtle opta per “oira”, più informale ma comunque associato a figure maschili. Bulbasaur invece impiega “uchi”, un pronome femminile dal tono giovanile che nella cultura pop giapponese è spesso legato proprio ai personaggi gyaru. Un esempio su tutti: Momo Ayase della serie DanDaDan.
A rafforzare questa percezione c’è anche lo stile comunicativo di Bulbasaur nel gioco. Si esprime in modo allegro e affettuoso, abbonda di punti esclamativi e mostra le proprie emozioni senza filtri. Ma il dettaglio che ha fatto impazzire i fan è un gesto preciso: quando vuole esprimere affetto, Bulbasaur crea un cuoricino con le sue liane, richiamando il celebre “finger heart” tipico degli idol coreani e giapponesi.
La fanart virale e il boom online
Quella che era nata come una battuta si è trasformata in fretta in un’ossessione collettiva. Tantissimi artisti hanno iniziato a reinterpretare Bulbasaur in versione umanizzata, raffigurandolo come una studentessa dallo stile gyaru. La quantità di fanart prodotta è stata impressionante.
A dare una spinta decisiva al trend è stata in particolare un’illustrazione dell’artista giapponese ShinnotenP, diventata virale nel giro di pochissimo tempo e capace di ispirare un’ondata di reinterpretazioni dello stesso concetto. Da quel momento Bulbasaur gyaru è diventato praticamente un sottogenere artistico a sé stante all’interno della community.
Nel frattempo Pokopia continua a macinare numeri enormi in Giappone. Il gioco, che mescola elementi alla Minecraft con dinamiche alla Animal Crossing, sta vendendo ben oltre le aspettative iniziali di Nintendo e The Pokémon Company, che avevano distribuito un numero di copie fisiche relativamente contenuto rispetto alla domanda effettiva del mercato.
