DLSS 5 è finito al centro di una bufera che ha travolto anche chi, inizialmente, ne aveva parlato con grande entusiasmo. Digital Foundry, la nota testata inglese specializzata in analisi tecniche, ha fatto un passo indietro rispetto al proprio giudizio iniziale sulla nuova tecnologia di NVIDIA, mostrata in anteprima durante una demo privata alla GTC 2026. Il motivo? Una valanga di commenti negativi e critiche da parte di utenti e sviluppatori che hanno spinto la redazione a riconsiderare tutto.
“Abbiamo pubblicato troppo in fretta, quando invece avremmo avuto bisogno di tempo per elaborare tutto ciò che avevamo visto”, hanno scritto nel loro articolo di rettifica. E va detto: che degli esperti di tecnologia restino colpiti dalle capacità del DLSS 5 è comprensibile. La tecnologia, nei fatti, è impressionante. Digital Foundry lo ribadisce senza mezzi termini: NVIDIA ha creato una soluzione di intelligenza artificiale generativa video to video che non ha paragoni. Non accede agli asset originali del gioco, non tocca geometria, profondità o metadati per materiale, eppure riesce a produrre immagini con una precisione e una coerenza notevoli.
Parlando di resa visiva, la testata sottolinea come scene con personaggi sottoesposti, materiali piatti o ombre di contatto deboli acquistino profondità e tridimensionalità credibili grazie al DLSS 5. Anche il rendering dei capelli viene definito impressionante: elaborare l’illuminazione dei singoli fili in path tracing è estremamente costoso per la GPU, ma con questa tecnologia i capelli assumono un aspetto più naturale, quasi fotografico.
Il problema dei volti e l’integrità artistica
Mentre il CEO di NVIDIA sostiene che i giocatori sbagliano di grosso nella loro valutazione del DLSS 5, Digital Foundry ha ammesso che la tecnologia in molti casi effettua un intervento trasformativo rispetto agli asset originali. E qui si apre il vero nodo della questione. Nei primi piani, il DLSS 5 applica miglioramenti che risultano plausibili. Ma quando la visuale si allontana, la tecnologia comincia a interpretare a modo suo ciò che riesce a distinguere. Il risultato? Qualcosa di eccessivamente generico e stereotipato, soprattutto sui volti dei personaggi.
Questo solleva inevitabilmente questioni legate all’integrità artistica. Digital Foundry fa notare un punto importante: nulla di quanto mostrato da NVIDIA durante la presentazione del DLSS 5 è stato pubblicato senza l’approvazione degli studi proprietari dei giochi coinvolti. Però resta un dubbio legittimo: fino a che punto questo consenso si estende all’intero team di sviluppo e agli artisti coinvolti nella produzione?
Un dibattito appena iniziato
Secondo Digital Foundry, il DLSS 5 così com’è oggi rappresenta una tecnologia straordinaria, ma segna anche l’inizio di un grande dibattito sul ruolo del machine learning nella prossima generazione di videogiochi. Sarà necessario trovare un accordo su aspetti tutt’altro che secondari: l’addestramento dei modelli, la provenienza dei dati utilizzati, il controllo sugli output generati e, soprattutto, la questione dell’autorialità.
