La vicenda degli SMS falsi con nome BNL ha preso una piega inaspettata. Il TAR del Lazio ha infatti annullato la delibera con cui AGCOM aveva sanzionato Agile Telecom, accogliendo in pieno il ricorso presentato dalla società. Una decisione che rimette in discussione il quadro sanzionatorio dell’Autorità per le garanzie nelle comunicazioni su un tema delicatissimo, quello dello smishing, ovvero l’invio di messaggi fraudolenti che si spacciano per comunicazioni ufficiali di istituti bancari.
La delibera in questione è la 21/25/CIR, formalmente datata 11 giugno 2025 ma comparsa sul sito dell’Autorità soltanto il 16 marzo 2026. Un dettaglio temporale non secondario, che ha alimentato più di qualche perplessità sulla gestione dell’intero procedimento. Con quella delibera, AGCOM aveva di fatto contestato ad Agile Telecom responsabilità legate al transito di SMS truffaldini che sfruttavano il nome di BNL per ingannare i destinatari e sottrarre dati sensibili.
La sentenza del TAR e il ricorso di Agile Telecom
La sentenza del TAR del Lazio è stata pubblicata il 25 novembre 2025 e ha accolto le ragioni di Agile Telecom, che aveva chiesto l’annullamento della delibera AGCOM. Il tribunale amministrativo ha dunque ritenuto fondati i motivi del ricorso, smontando l’impianto sanzionatorio costruito dall’Autorità. Per Agile Telecom si tratta di un risultato significativo, anche se la partita non è ancora chiusa del tutto.
Il tema degli SMS falsi con nome BNL resta comunque centrale nel dibattito sulla sicurezza delle comunicazioni mobili. Lo smishing è una minaccia concreta che colpisce migliaia di utenti ogni anno. I messaggi arrivano con l’alias di banche note, come appunto BNL, e invitano a cliccare su link malevoli o a fornire credenziali di accesso. Il fatto che la delibera AGCOM sia stata annullata non ridimensiona certo la gravità del fenomeno, ma pone interrogativi su come le autorità stiano affrontando la questione dal punto di vista regolatorio e sanzionatorio.
Si attende il giudizio del Consiglio di Stato
La vicenda potrebbe non essere finita qui. Dopo la pronuncia del TAR del Lazio, si attende infatti l’esito dell’appello al Consiglio di Stato. AGCOM potrebbe decidere di impugnare la sentenza per tentare di ribaltare il verdetto in secondo grado. Qualora il Consiglio di Stato confermasse l’annullamento, la delibera 21/25/CIR resterebbe definitivamente priva di effetti. In caso contrario, la sanzione ad Agile Telecom tornerebbe in vigore con tutte le conseguenze del caso.
Quello che emerge da questa storia è un intreccio piuttosto complesso tra tempistiche amministrative poco lineari, la pubblicazione tardiva della delibera e un tribunale che ha ritenuto di accogliere il ricorso. L’appello al Consiglio di Stato rappresenta ora il passaggio decisivo per capire quale sarà l’epilogo effettivo di tutta la questione legata agli SMS falsi con nome BNL e alla responsabilità di Agile Telecom.
