Il rincaro dei carburanti in Europa sta assumendo proporzioni che pochi avrebbero immaginato solo qualche settimana fa. La crisi legata al conflitto in Medio Oriente, con le tensioni che coinvolgono l’Iran, ha innescato una reazione a catena sul fronte energetico, colpendo in modo trasversale tutti i Paesi dell’Eurozona. E se l’Italia sta cercando di capire come muoversi tra ipotesi di accise mobili e possibili bonus carburante, il quadro complessivo che emerge da un’analisi di Facile.it racconta di un’Europa alle prese con aumenti diffusi e, in alcuni casi, davvero impressionanti sia per la benzina che per il diesel.
Germania in testa ai rincari, Paesi Bassi i più cari in assoluto
Chi sta pagando il prezzo più salato, almeno in termini percentuali, è la Germania. Il costo della benzina è schizzato del 13,8%, portando il prezzo medio alla pompa oltre la soglia psicologica dei due euro: 2,075 euro al litro, per la precisione. Subito dietro si piazzano Austria e Finlandia, con balzi rispettivamente del 13,2% e del 12,5%. Numeri che fanno impressione, certo, ma che non raccontano tutto. Perché a guardare i valori assoluti, il primato del caro benzina spetta ai Paesi Bassi, dove un litro costa già 2,172 euro nonostante un aumento percentuale più contenuto, fermo al 5,3%. Un dato che dà la misura di quanto il prezzo fosse già elevato in partenza.
Per il diesel la situazione è ancora più drammatica. In Germania il rincaro ha toccato un impressionante 24,8% in appena due settimane. Austria (+22,8%) ed Estonia (+21,4%) seguono a ruota, a testimonianza della fragilità delle catene di approvvigionamento europee. Anche sul fronte gasolio, i Paesi Bassi si confermano il Paese più caro dell’Eurozona, con un prezzo medio che arriva a 2,255 euro al litro. All’altro capo della classifica c’è la Slovenia, dove il diesel è salito di un quasi impercettibile 0,2%.
L’Italia regge meglio, ma i prezzi restano alti
In questo scenario, l’Italia si trova in una posizione che potrebbe sembrare relativamente fortunata. Il rincaro della benzina si è fermato al 5,5%, quello del diesel al 9,8%, piazzando il Paese rispettivamente al dodicesimo e al quattordicesimo posto nella classifica degli aumenti. Ma attenzione a non farsi ingannare dalle percentuali. In termini assoluti, il prezzo alla pompa resta tutt’altro che leggero: l’Italia è all’ottavo posto per il costo della benzina (1,745 euro al litro) e al settimo per il diesel (1,869 euro al litro). Numeri che pesano, eccome, sulle tasche di chi ogni giorno fa il pieno per andare a lavorare.
Le classifiche europee complete dei rincari
Ecco nel dettaglio le graduatorie dei Paesi con i maggiori rincari sulla benzina: Germania +13,8%, Austria +13,2%, Finlandia +12,5%, Estonia +9,2%, Spagna +8,8%, Belgio +8,3%, Lituania +8,1%, Francia +7,8%, Lussemburgo +7,5%, Lettonia e Grecia +6,6%. L’Italia, come detto, al dodicesimo posto con il suo 5,5%.
Per quanto riguarda i rincari sul diesel, la graduatoria è ancora più pesante: Germania +24,8%, Austria +22,8%, Estonia +21,4%, Lussemburgo +21,0%, Paesi Bassi +20,4%, Francia +18,4%, Lituania +17,7%, Finlandia +17,5%, Lettonia +17,3%, Grecia +17,2%. L’Italia occupava la quattordicesima posizione con un aumento del 9,8%.
