La rotazione terrestre sta rallentando, e stavolta la colpa non è della Luna. Un nuovo studio condotto dal Politecnico di Zurigo (ETH) ha messo nero su bianco una scoperta che fa riflettere parecchio: il riscaldamento globale sta interferendo con il meccanismo naturale che da miliardi di anni regola la durata delle giornate sul nostro pianeta. Per farla semplice, i giorni sulla Terra si stanno allungando perché i ghiacci si sciolgono. E no, non si parla di fantascienza.
Per miliardi di anni, la velocità con cui la Terra gira su se stessa è stata governata quasi esclusivamente dalla Luna e dall’attrito generato dalle maree. Un equilibrio cosmico lento e prevedibile, che allungava le giornate di circa 2,4 millisecondi ogni secolo. Roba impercettibile, gestibile, nota da tempo. Quello che sta succedendo adesso, però, non ha precedenti nella storia recente del pianeta.
Lo scioglimento dei ghiacci sposta la massa verso l’equatore
Il meccanismo è tanto semplice quanto inquietante. Quando le calotte glaciali della Groenlandia e dell’Antartide si sciolgono, quell’enorme quantità di acqua non resta ferma: si redistribuisce, spostandosi verso la fascia equatoriale. Questo processo “gonfia” la Terra nella parte centrale, modificandone la distribuzione di massa. Funziona esattamente come quando un pattinatore artistico allarga le braccia durante una rotazione: più la massa si allontana dall’asse centrale, più il movimento perde velocità.
Le proiezioni dei ricercatori parlano chiaro. Se le emissioni di gas serra non vengono ridotte in modo significativo, entro la fine del secolo il rallentamento della rotazione terrestre dovuto al clima potrebbe raggiungere i 2,6 millisecondi per secolo. A quel punto, l’impatto del riscaldamento globale supererebbe quello della Luna. Una cosa che non si verificava da decine di milioni di anni, secondo lo studio pubblicato e ripreso da iflscience.
Perché qualche millisecondo può creare problemi enormi
Qualcuno potrebbe chiedersi: e quindi? Cosa cambiano pochi millisecondi nella vita di tutti i giorni? La risposta è che non cambiano nulla a livello biologico, nessuno si accorgerebbe della differenza. Il problema, però, è tutto tecnologico. Buona parte dell’infrastruttura moderna dipende da una sincronizzazione temporale estremamente precisa. Il GPS dello smartphone, le transazioni bancarie internazionali, i sistemi di navigazione satellitare: tutto si basa sul tempo universale coordinato, noto come UTC.
Se la rotazione terrestre smette di andare di pari passo con gli orologi atomici che scandiscono il tempo universale, i segnali satellitari iniziano a perdere precisione. E quando si parla di sistemi che richiedono accuratezza al milionesimo di secondo, anche uno scarto minuscolo può generare errori di posizionamento significativi.
