Una pagina perduta di Archimede è tornata alla luce in Francia, e la notizia ha fatto il giro del mondo accademico in pochissimo tempo. A trovarla sono stati gli specialisti del Musée des Beaux-Arts di Blois, che lavoravano su un volume già celebre tra gli studiosi: il cosiddetto Palinsesto di Archimede, un codice pergamenaceo medievale che da oltre un secolo continua a riservare sorprese.
Per chi non lo conoscesse, Archimede è stato uno dei più grandi matematici, fisici e inventori dell’antichità. Nato a Siracusa nel 287 a.C., è considerato una delle menti più brillanti e al tempo stesso sfuggenti di tutta la storia della scienza. A lui si devono il principio di galleggiamento dei corpi, la vite idraulica, gli specchi ustori e l’orologio ad acqua, tra le altre cose. Eppure, nonostante un’eredità culturale enorme, solo una parte dei suoi scritti è arrivata fino a noi. Molte opere sono andate perdute nel corso dei secoli, e proprio per questo ogni ritrovamento legato al suo nome assume un valore scientifico e storico fuori dal comune.
Il Palinsesto e la lunga storia delle sue pagine mancanti
Il Palinsesto è un documento che ha una storia travagliata alle spalle. Fu rinvenuto tra la prima metà dell’Ottocento e l’inizio del Novecento, e nel 1906 venne studiato a Costantinopoli dal professore danese Johan Ludvig Heiberg. All’interno dei 177 fogli di pergamena, Heiberg individuò alcune pagine che descrivevano invenzioni e trattati di Archimede fino ad allora sconosciuti. Il problema è che molte pagine originali risultavano già distrutte o mancanti, e lo studioso dovette accettare l’idea che tra quei fogli perduti potessero nascondersi altri contenuti di valore inestimabile.
Ecco perché la scoperta appena annunciata ha un peso così rilevante. La pagina ritrovata corrisponde alla pagina 123 del Palinsesto e contiene un passaggio del trattato di Archimede intitolato “Sulla sfera e il cilindro”. La conferma arriva direttamente dalla CNRS, l’equivalente francese del nostro CNR, che ha validato il ritrovamento attraverso un’analisi condotta dai propri esperti.
La pubblicazione scientifica e il valore del ritrovamento
Questa scoperta è stata presentata alla comunità scientifica con un articolo pubblicato sulla rivista Zeitschrift für Papyrologie und Epigraphik, una delle testate di riferimento per gli studi papirologici e epigrafici a livello internazionale. Il fatto che un trattato di Archimede, scritto oltre duemila anni fa, possa ancora emergere da un manoscritto medievale la dice lunga sulla stratificazione della conoscenza antica e su quanto materiale potrebbe ancora nascondersi tra le pieghe di documenti considerati già ampiamente studiati.
