Gli sportelli delle auto sembrano una di quelle cose destinate a restare identiche per sempre. Eppure Mercedes-Benz ha appena ottenuto un brevetto dall’Ufficio Brevetti e Marchi tedesco che potrebbe cambiare radicalmente il modo in cui si sale e si scende da una vettura. Il concetto ruota attorno a un sistema di apertura del tetto sincronizzato con le portiere tradizionali, pensato per eliminare quel gesto scomodo di piegarsi sotto il montante laterale ogni volta che si entra nell’abitacolo.
Non è la prima volta che la casa di Stoccarda si avventura su questo terreno. Settant’anni fa, la leggendaria 300 SL introdusse le porte ad ali di gabbiano non per fare scena, ma perché i longheroni laterali erano talmente alti da rendere impossibile un ingresso normale. Oggi il ragionamento di partenza è lo stesso: ripensare l’accesso alla vettura partendo da un vincolo strutturale concreto.
Come funziona il brevetto Mercedes e cosa lo distingue dalle soluzioni esistenti
Il brevetto di Mercedes-Benz non nasce nel vuoto. Esistono già soluzioni simili sul mercato. HiPhi, marchio cinese, ha adottato pannelli del tetto apribili con cerniera centrale su alcuni modelli, mentre il concept Rolls-Royce 103EX proponeva un unico grande pannello incernierato sul bordo superiore. Nel documento depositato, Mercedes-Benz cita esplicitamente entrambi gli approcci, riconoscendone pregi e limiti. Con HiPhi la barra centrale resta al suo posto e continua a intralciare l’ingresso. Con la soluzione Rolls-Royce, il pannello che si solleva in verticale crea problemi di ingombro in altezza, soprattutto nei parcheggi coperti.
La proposta di Mercedes-Benz punta a superare entrambi i difetti grazie a un sistema a cerniere multiple, fino a tre o quattro per pannello. Il risultato è che il tetto si piega letteralmente su se stesso durante l’apertura, mantenendo un profilo basso e liberando del tutto il varco di accesso. Il brevetto prevede anche configurazioni diverse: alcune mantengono la barra centrale, altre la spostano lateralmente. Quest’ultima variante permetterebbe di privilegiare l’ingresso da un solo lato, cosa interessante per i servizi di trasporto con conducente oppure per vetture a due posti dove il passeggero sale sempre dalla stessa parte.
Dalla carta alla strada: quanto è realistico
Il nodo, come spesso accade con questi brevetti, è la fattibilità produttiva. Pannelli mobili che devono chiudersi in modo ermetico, resistere a pioggia e grandine, mantenere la precisione geometrica dopo migliaia di cicli di apertura. Tutto questo ha costi elevati che inevitabilmente si riverserebbero sul prezzo finale del veicolo. Nel settore automotive, moltissimi brevetti non arrivano mai alla produzione di serie.
Questo di Mercedes-Benz però ha una particolarità che lo rende diverso dalla media: analizza e cita in modo puntuale le soluzioni già esistenti, spiegando dove falliscono e come il nuovo approccio le supera con un metodo documentato.



