Notizia inaspettata per Foxconn, il colosso taiwanese che assembla dispositivi per praticamente tutti i big della tecnologia mondiale: i risultati finanziari dell’ultimo trimestre sono arrivati parecchio sotto le aspettative degli analisti, trascinando il titolo leggermente in basso in borsa. Un dato che fa alzare più di un sopracciglio, soprattutto considerando che il boom globale dell’intelligenza artificiale continua a pompare soldi nelle casse dell’azienda come mai prima d’ora. Anzi, ormai rappresenta stabilmente la prima voce di ricavo per la società.
Eppure i numeri parlano chiaro. Nel quarto trimestre del 2025, la società un tempo conosciuta come Hon Hai Precision Industry ha messo a segno un utile netto di circa 1,41 miliardi di dollari. Sembra una cifra enorme, e lo è, ma il punto è un altro: rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente si tratta di un calo del 2%. E soprattutto, gli analisti puntavano su qualcosa come 1,9 miliardi. Mezzo miliardo di scarto non è esattamente un dettaglio trascurabile.
Fatturato in crescita, ma i margini si assottigliano
Il paradosso, se così si può chiamare, è che il fatturato di Foxconn è comunque cresciuto. E non di poco: parliamo di un +22% rispetto allo stesso trimestre dell’anno scorso. Messo insieme tutto il 2025, la società ha totalizzato un giro d’affari complessivo di 81,46 miliardi di dollari. Numeri impressionanti, da qualunque angolazione li si guardi.
Allora dove sta il problema? A pesare in modo significativo è stata una maggiore spesa fiscale. Oltre a questo, il margine lordo si è ristretto, passando dal 6,15% dell’anno precedente al 5,88%. Può sembrare una variazione minima detta così, ma su volumi di fatturato di quella portata, ogni decimale di punto percentuale vale una montagna di soldi. Ed è esattamente quello che è successo: Foxconn ha venduto di più, ha fatturato di più, eppure ha guadagnato meno.
Il peso dell’intelligenza artificiale e le sfide future
Quello che rende tutto ancora più interessante è il contesto. L’intelligenza artificiale sta alimentando una domanda senza precedenti di server, chip e infrastrutture hardware, e Foxconn è in prima linea su questo fronte. La società assembla server AI per clienti del calibro di Nvidia e gestisce una catena produttiva che pochi al mondo possono eguagliare per scala e complessità.
Nonostante ciò, i numeri trimestrali dimostrano che crescere nel fatturato non significa automaticamente crescere nei profitti. La pressione sui margini, combinata con un carico fiscale più elevato, ha eroso i guadagni in modo evidente. Foxconn resta comunque un gigante da oltre 80 miliardi di fatturato annuo, con un ruolo centrale nella catena di fornitura tecnologica globale, da Apple a Microsoft. Ma questo trimestre ha ricordato al mercato che anche le aziende più grandi possono inciampare quando le aspettative corrono più veloci dei risultati effettivi.
