Il lavoro da remoto, diventato una consuetudine durante e dopo la pandemia, potrebbe avere i giorni contati per molti dipendenti di Stellantis. Il gruppo automobilistico avrebbe infatti deciso di ridurre drasticamente lo smart working, spingendo verso un ritorno progressivo alla presenza in ufficio.
La decisione arriverebbe in un momento complesso per l’intero settore automotive, alle prese con trasformazioni tecnologiche, pressioni economiche e una concorrenza globale sempre più intensa. Secondo la strategia del gruppo guidato da Antonio Filosa, il ritorno al lavoro in presenza potrebbe contribuire a rafforzare la produttività e migliorare il coordinamento tra i team.
Il cambiamento partirebbe dagli Stati Uniti
Il piano di Stellantis non sarà uniforme in tutto il mondo. Negli Stati Uniti la transizione dovrebbe essere più rapida. L’azienda avrebbe infatti stabilito che dal 30 marzo 2026 i dipendenti dovranno tornare in ufficio cinque giorni a settimana, abbandonando di fatto il modello di lavoro ibrido adottato negli ultimi anni. Durante il periodo successivo alla pandemia, Stellantis aveva introdotto una politica piuttosto flessibile, che prevedeva una presenza minima in ufficio di circa un giorno e mezzo a settimana. La nuova decisione rappresenterebbe quindi un cambiamento piuttosto netto rispetto al modello precedente.
In Europa il rientro sarà graduale
La situazione sarà diversa nel mercato europeo, dove il gruppo avrebbe scelto un approccio più progressivo. Secondo il piano attuale, l’obiettivo sarebbe quello di ripristinare una presenza stabile negli uffici entro il 2027. In Italia il percorso dovrebbe svilupparsi per fasi. Entro settembre 2026 circa il 60% dei dipendenti – pari a circa 8.000 lavoratori – dovrebbe tornare in ufficio per tre giorni alla settimana. Un modello simile sarebbe previsto anche in altri Paesi europei dove Stellantis ha una forte presenza industriale, come Francia e Germania.
Il contesto difficile dell’industria automobilistica
La decisione dell’azienda va letta nel contesto di un settore automobilistico che attraversa una fase molto delicata. Negli ultimi anni i costruttori si sono trovati ad affrontare una trasformazione radicale del mercato, tra elettrificazione, nuove normative ambientali e competizione globale sempre più intensa. A questo si aggiungono tensioni geopolitiche e difficoltà economiche che stanno spingendo molti gruppi a rivedere le proprie strategie industriali. Stellantis, che negli ultimi mesi ha valutato anche nuove soluzioni tecnologiche e partnership internazionali, sembra voler intervenire anche sull’organizzazione interna per recuperare efficienza.
