Il letargo degli orsi grizzly al Parco di Yellowstone si è concluso ancora una volta prima del previsto. Il 9 marzo scorso è stato avvistato il primo esemplare fuori dalla tana, confermando una tendenza che ormai si ripete da diversi anni e che ha a che fare, inevitabilmente, con il cambiamento delle temperature globali.
Yellowstone è una delle aree protette più grandi e importanti degli Stati Uniti, e gli orsi grizzly ne rappresentano uno dei simboli più riconoscibili. Qui questi animali possono vivere relativamente indisturbati, anche se qualche interazione con i turisti capita eccome. Ogni anno i biologi del parco seguono con grande attenzione la fase del letargo, perché garantire che gli orsi possano riposare e recuperare le forze è fondamentale tanto per la salute dell’ecosistema quanto per la conservazione della specie.
Il fatto che il primo grizzly sia stato avvistato già il 9 marzo non è del tutto una sorpresa, a dire il vero. L’anno scorso il primo avvistamento risale al 14 marzo, nel 2024 addirittura al 3 marzo, mentre sia nel 2022 che nel 2023 la data era stata il 7 marzo. Il quadro è piuttosto chiaro: decenni fa, la maggior parte degli orsi grizzly usciva dal letargo verso la fine di marzo o l’inizio di aprile, in concomitanza con lo scioglimento delle nevi e l’arrivo della primavera. Oggi non è più così, e il riscaldamento globale sta spostando in avanti questa sveglia naturale.
Orsi affamati e turisti avvisati: le precauzioni del parco
Quando gli orsi escono dal letargo, sono reduci da mesi di digiuno. E questo li rende particolarmente affamati. Anche se in questa fase risultano più deboli rispetto al resto dell’anno, la fame li rende irritabili e potenzialmente pericolosi. Non a caso, il primo orso grizzly avvistato quest’anno si è diretto immediatamente verso la carcassa di un bisonte, rimasta congelata sotto la neve. Una scena che i biologi conoscono bene e che racconta molto delle condizioni fisiche di questi animali appena svegli.
I responsabili del parco hanno subito diffuso raccomandazioni rivolte a tutti i visitatori. Il consiglio è semplice ma va preso sul serio: fare molta attenzione alla presenza degli orsi grizzly nelle aree percorribili e segnalare ogni avvistamento ai ranger e ai biologi presenti sul territorio. Durante le prime settimane dopo la fine del letargo, il rischio di incontri ravvicinati aumenta sensibilmente, proprio perché gli orsi sono in cerca attiva di cibo e si muovono su aree molto ampie.
Un trend che non si ferma
Il progressivo anticipo della fine del letargo a Yellowstone non è un dato isolato. Si inserisce in un contesto più ampio di alterazioni nei cicli biologici della fauna selvatica, documentato da studi scientifici che coinvolgono diverse specie e diversi habitat in tutto il mondo. Per gli orsi grizzly, risvegliarsi troppo presto può significare trovare meno risorse alimentari disponibili, con conseguenze sulla fase di recupero post letargo. I biologi del parco continueranno a monitorare la situazione nelle prossime settimane, raccogliendo dati preziosi per comprendere meglio come il clima stia ridisegnando i ritmi della natura a Yellowstone.
