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MediaTek porta potenza da data center nell’Internet of Things

MediaTek lancia i chip Genio per IoT e robotica, con AI avanzata, processo a 3 nm e supporto fino a 16 fotocamere.

scritto da Margherita Zichella 14/03/2026 0 commenti 2 Minuti lettura
MediaTek lancia i chip Genio per IoT e robotica, con AI avanzata, processo a 3 nm e supporto fino a 16 fotocamere.
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MediaTek ha deciso di smettere i panni del semplice comprimario nel mondo degli smartphone per andare a prendersi una fetta di futuro dove nessuno se lo aspettava: quello della robotica e dell’intelligenza artificiale applicata agli oggetti di tutti i giorni.

MediaTek entra nella robotica

Se fino a ieri associavamo il marchio principalmente ai processori per telefoni di fascia media, oggi la nuova linea Genio ci racconta una storia completamente diversa. Non si tratta solo di piccoli aggiornamenti tecnici, ma di una vera e propria invasione di campo nel settore dell’Internet of Things (IoT), con chip che sembrano usciti da un laboratorio di ricerca avanzata per droni e sistemi automatizzati.

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Il pezzo forte di questa nuova famiglia è senza dubbio il Genio Pro 5100. Parliamo di un concentrato di potenza realizzato con una tecnologia a 3 nanometri che, per chi non mastica pane e transistor, significa riuscire a infilare una velocità mostruosa in uno spazio minuscolo, consumando pochissima energia. La configurazione dei suoi core è talmente spinta da far impallidire molti computer portatili, ma il vero cuore pulsante è la sua capacità di gestire intelligenza artificiale e fino a sedici fotocamere contemporaneamente. È facile capire dove MediaTek voglia andare a parare: stiamo parlando di droni capaci di mappare il territorio in tempo reale o di robot industriali che possono vedere e analizzare ogni dettaglio dell’ambiente circostante con una precisione chirurgica, il tutto facendo girare fluidamente sistemi basati su Linux.

Ma la strategia di MediaTek non si ferma solo all’alta gamma. Scendendo un po’ di gradino troviamo i modelli Genio 420 e 360, che portano l’intelligenza artificiale anche in quei dispositivi che usiamo quotidianamente ma a cui non chiediamo prestazioni da supercomputer. Anche in questo caso, però, non si è badato a spese in termini di versatilità: persino i chip più economici riescono a gestire flussi video 4K e a elaborare dati AI con una rapidità che fino a un paio di anni fa era impensabile per questa categoria. È un approccio democratico alla tecnologia, che punta a rendere “intelligente” ogni sensore o macchinario, indipendentemente dal suo costo finale.

I nuovi chip Genio puntano su AI e IoT avanzato

I primi campioni di questi nuovi cervelli elettronici stanno già arrivando sulla scrivania degli sviluppatori proprio in questi mesi del 2026, con l’obiettivo di vedere i primi prodotti finiti sugli scaffali verso la fine dell’anno. La sensazione è che MediaTek stia costruendo un ecosistema dove la potenza non è più un lusso riservato a pochi dispositivi ingombranti, ma un elemento invisibile e onnipresente. Se nei prossimi anni vedremo robot domestici più svegli o sistemi di sorveglianza capaci di tradurre i gesti in azioni, molto probabilmente il merito sarà di questi piccoli frammenti di silicio che stanno silenziosamente cambiando le regole del gioco.

AIchipGenioIotlinuxmediatek
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Margherita Zichella
Margherita Zichella

Nata a Roma l'11 aprile del 1983, diplomata in arte e da sempre in bilico tra comunicazione scritta e visiva.

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