Una sfera di metallo ritrovata tra le ceneri di un incendio boschivo in Florida, capace apparentemente di muoversi da sola, cambiare direzione e perfino reagire alla musica. Sembra la trama di un film di fantascienza, e invece è una storia vera che nel 1974 mandò in tilt giornali, scienziati e persino la Marina militare statunitense.
Tutto cominciò sull’isola di Fort George, dove la famiglia Betz possedeva una proprietà in parte devastata da un incendio. Mentre ispezionavano i danni, tra ceneri e detriti, trovarono qualcosa di decisamente fuori posto (come questo mistero): una sfera metallica perfettamente liscia, grande più o meno quanto una palla da bowling ma pesantissima, circa dieci chili. Nessun graffio, nessuna traccia di ruggine, una superficie lucida che sembrava quasi impossibile da scalfire. Il primo pensiero fu che potesse trattarsi di un vecchio proiettile d’artiglieria dell’epoca coloniale spagnola. Un’ipotesi suggestiva, ma niente in confronto a quello che sarebbe successo dopo.
Quando la sfera di metallo cominciò a “vivere”
Una volta portata in casa, la sfera iniziò a fare cose che nessuno sapeva spiegare. I Betz raccontarono che l’oggetto rotolava sul pavimento da solo, cambiava direzione senza motivo apparente e produceva vibrazioni e suoni inquietanti. La storia più bizzarra riguarda Terry, il figlio, che stava suonando la chitarra quando la sfera avrebbe iniziato a emettere una sorta di pulsazione ritmica, quasi in risposta alle note dello strumento. Anche il cane di famiglia non la prendeva bene: si avvicinava alla sfera metallica, iniziava a piagnucolare e si copriva le orecchie con le zampe.
Racconti del genere, comprensibilmente, fecero il giro dei media nel giro di pochissimo. La notizia esplose e attirò l’attenzione non solo dei giornalisti ma anche delle autorità militari. La Marina statunitense decise di analizzare la sfera presso una base navale in Florida. Le prime radiografie non riuscirono nemmeno a penetrare il metallo, il che alimentò ulteriormente il mistero. Possibile che fosse qualcosa di origine extraterrestre? La domanda era sulla bocca di tutti.
Cosa scoprirono davvero i marine e gli scienziati
Dopo una serie di test più approfonditi, gli esperti della Marina arrivarono a una conclusione piuttosto sobria: la sfera non era né un ordigno esplosivo né un manufatto alieno. Anche J. Allen Hynek, astronomo e celebre ufologo che aveva collaborato a lungo con l’aeronautica americana, esaminò l’oggetto di persona. Il suo verdetto? Quasi certamente un prodotto di fabbricazione umana.
Col passare del tempo, la spiegazione più plausibile si rivelò anche la più banale. La sfera era con ogni probabilità una sfera industriale in acciaio inossidabile, del tipo utilizzato in macchinari e forniture tecniche. Quanto ai movimenti “autonomi” che avevano terrorizzato e affascinato la famiglia Betz, gli esperti li attribuirono a una combinazione molto semplice: pavimenti leggermente irregolari e il perfetto equilibrio sferico dell’oggetto, che gli permetteva di rotolare con estrema facilità anche con inclinazioni minime e impercettibili.
