La crisi delle RAM non colpisce soltanto chi deve comprare nuovi componenti. Sta diventando un problema serio anche per chi ha bisogno di assistenza su prodotti già acquistati, e il caso raccontato dal canale Hardware Unboxed ne è la dimostrazione più lampante.
La vicenda ruota attorno a un kit Corsair Vengeance DDR5 da 32GB, comprato nel 2024 e successivamente restituito al venditore dopo che erano emersi malfunzionamenti piuttosto evidenti. I problemi sono stati individuati tramite il software MemTest86, che ha rilevato diversi errori su uno dei banchi di memoria. Una situazione che, in condizioni normali, porta senza troppi problemi a una sostituzione o a una riparazione coperta da garanzia.
E invece le cose sono andate diversamente. Il cliente si è rivolto al customer care del rivenditore australiano Umart, aspettandosi la classica sostituzione del kit difettoso. L’azienda però ha deciso di offrire solo un rimborso pari all’importo pagato in origine, circa 94 euro. Peccato che nel frattempo la carenza globale di memorie abbia fatto schizzare i prezzi: lo stesso identico kit di RAM oggi viene venduto in Australia a circa 700 dollari australiani, contro i 144 dollari spesi al momento dell’acquisto. Praticamente un salto di prezzo che rende quel rimborso del tutto inadeguato.
Una procedura avviata senza il consenso del cliente
La faccenda si è complicata ulteriormente quando il negozio ha avviato la procedura di rimborso senza nemmeno ottenere il consenso del cliente. Risultato: questa persona si è ritrovata da un giorno all’altro senza il proprio kit di RAM DDR5 e con un credito in mano che non bastava neppure lontanamente a ricomprare lo stesso prodotto. Un paradosso bello e buono, che mette in luce quanto certe politiche di assistenza possano penalizzare il consumatore, soprattutto in un momento storico in cui i prezzi delle memorie sono fuori controllo.
Il caso ha fatto talmente rumore che è intervenuta direttamente Corsair, ricordando pubblicamente che la linea Vengeance DDR5 è coperta da garanzia a vita. Il produttore ha sottolineato che la sostituzione di un prodotto difettoso può essere gestita attraverso la normale procedura RMA, senza dover passare per il rivenditore. E alla fine è stato proprio Corsair a risolvere la questione: il kit difettoso è stato sostituito e spedito direttamente a casa del cliente.
Cosa insegna questa vicenda a chi possiede RAM in garanzia
La storia raccontata da Hardware Unboxed accende un faro su una dinamica che potrebbe riguardare molte più persone di quanto si pensi. Con la crisi delle memorie che continua a far lievitare i listini, il rischio è che sempre più rivenditori scelgano la strada del rimborso al prezzo originale piuttosto che procedere con la sostituzione. Un approccio che, tecnicamente, potrebbe rientrare nelle loro politiche commerciali, ma che lascia il cliente in una posizione decisamente svantaggiosa.
Il fatto che Corsair sia intervenuta direttamente dimostra quanto sia importante, in questi casi, rivolgersi al produttore e non limitarsi al canale del rivenditore. Per chi possiede kit di RAM coperti da garanzia a vita, la procedura RMA resta lo strumento più affidabile per ottenere una sostituzione reale del prodotto, senza ritrovarsi con un rimborso che oggi non coprirebbe nemmeno un quarto del valore di mercato dello stesso componente.
