Gli impatti asteroidali sono tra gli episodi più intrigati che coinvolgono la Terra. Oggi, nel cuore del Brasile, una nuova scoperta racconta una di tali storie, risalente a circa 6,3 milioni di anni fa. Lì, lungo una striscia di quasi 900 chilometri, si stende un campo di frammenti vetrosi, le cosiddette geraisiti, schegge di vetro naturale cosmico generate da un asteroide in caduta libera. Il quale colpì la crosta terrestre con una violenza incredibile. Si tratta di un ritrovamento eccezionale, perché finora i grandi campi di tektiti (termine scientifico per tali vetri di origine cosmica) erano stati individuati solo in pochi luoghi al mondo: Nord America, Europa centrale, Costa d’Avorio, Australasia e Belize. Il Brasile entra ora a pieno titolo in tale ristretta lista, aggiungendo una tessera preziosa.
Vetri cosmici individuati in Brasile: ecco i dettagli
All’inizio, i frammenti erano stati trovati in una fascia relativamente stretta, circa 90 chilometri nel nord della regione. Ma le ricerche successive hanno allargato la mappa fino a includere anche Bahia e Piauí, raccogliendo più di 600 pezzi in tutto. Alcuni sono minuscoli granelli, quasi insignificanti, mentre altri arrivano a pesare fino a 85 grammi. A un primo sguardo sembrano solo pietre scure e opache, ma guardandoli controluce emergono tonalità grigio-verdi traslucide. Le forme sono altrettanto sorprendenti: gocce, dischi, persino figure che ricordano manubri.
Ogni frammento racconta la sua violenza originaria: materiale fuso lanciato nell’atmosfera e raffreddato a velocità vertiginose, catturando nel vetro tracce chimiche uniche. La lechatelierite, un minerale rarissimo che si forma solo a temperature estremissime, è presente in tutti i campioni. L’acqua, quasi assente, è compresa tra 71 e 107 parti per milione, confermando la loro natura cosmica più che vulcanica.
Grazie al metodo di datazione argon 40/argon 39, gli scienziati hanno ricostruito l’epoca dell’evento: Miocene superiore. Ovvero circa 6,3 milioni di anni fa. Tutti i frammenti analizzati condividono la stessa età, suggerendo che siano il risultato di un singolo, gigantesco impatto. Eppure, il cratere resta un mistero. L’asteroide potrebbe aver colpito il cratone di São Francisco, una porzione di crosta terrestre antichissima, ma erosione e sedimentazione hanno probabilmente nascosto ogni traccia evidente.
