Il prezzo di iPhone 18 Pro non dovrebbe subire rincari quando i nuovi modelli arriveranno sul mercato, probabilmente a settembre. A sostenerlo è Ming-Chi Kuo, uno degli analisti più seguiti quando si parla di prodotti Apple, che ha condiviso le sue valutazioni sulla piattaforma X partendo da un ragionamento piuttosto interessante legato alle mosse recenti dell’azienda di Cupertino.
Secondo Kuo, i prezzi di lancio di iPhone 17e e MacBook Neo, entrambi proposti a 729 e 699 euro, rappresentano un segnale forte della direzione che Apple intende seguire. La strategia sarebbe quella di sfruttare le turbolenze nel mercato globale dei chip di memoria a proprio vantaggio: assorbire internamente i costi più alti dei componenti, assicurarsi le forniture e guadagnare quote di mercato mentre i concorrenti sono costretti ad alzare i listini o a tagliare le specifiche tecniche.
iPhone 18 Pro allo stesso prezzo del 17 Pro: nuove conferme
Non è solo Kuo a pensarla così. In un report separato pubblicato il mese scorso, Jeff Pu di GF Securities ha confermato questa prospettiva sui prezzi, affermando che le sue ricerche nella catena di fornitura di Apple indicano che iPhone 18 Pro e iPhone 18 Pro Max dovrebbero mantenere i prezzi USA di partenza rispettivamente a 1.099 e 1.199 dollari. Kuo aveva già anticipato questo scenario a gennaio, quando scrisse che il piano di Apple per i modelli Pro era quello di “evitare il più possibile aumenti di prezzo”, pur dovendo pagare di più per i componenti.
Il contesto rende questa scelta tutt’altro che scontata. I prezzi di DRAM e NAND sono schizzati verso l’alto negli ultimi mesi, spinti dalla domanda enorme generata dalle aziende che stanno costruendo infrastrutture server per l’intelligenza artificiale. E qui entra in gioco un dettaglio che in pochi conoscono: Apple negozia i prezzi della memoria con i fornitori su base trimestrale, non semestrale. Questo garantisce maggiore flessibilità, certo, ma espone anche a oscillazioni di prezzo più frequenti.
Qualche segnale di gestione del rischio c’è già
Un indizio concreto di come Apple stia gestendo questa situazione è emerso la settimana scorsa. L’azienda ha rimosso l’opzione di upgrade a 512GB di memoria nell’acquisto di un Mac Studio, che ora raggiunge un massimo di 256GB. E anche quest’ultima configurazione ha subìto un ritocco: passare da 96GB a 256GB sulla versione con chip M3 Ultra costa adesso 2.000 dollari, contro i 1.600 dollari che servivano in precedenza.
Sono scelte che raccontano quanto la pressione sui costi sia reale. Eppure, almeno per quanto riguarda iPhone 18 Pro, Apple sembra determinata a non scaricare questi aumenti sui consumatori. Una scommessa ambiziosa, che punta a consolidare la propria posizione in un mercato dove molti competitor potrebbero invece trovarsi costretti a fare scelte meno popolari. I nuovi modelli di iPhone 18 Pro dovrebbero essere presentati ufficialmente a settembre di quest’anno.
