Google Find Hub, l’app che fino a poco tempo fa si chiamava Find My Device, ha appena subito una modifica che sta facendo discutere parecchio. La novità è questa: non serve più l’impronta digitale né il PIN per accedere alla lista dei dispositivi e delle persone tracciate. Un cambio di rotta netto, se si pensa che proprio Google aveva introdotto quella verifica come misura di sicurezza appena nel 2024.
La cosa interessante è che non c’è nessun aggiornamento da scaricare. Si tratta di una modifica server-side, il che significa che si propaga in automatico su tutti i dispositivi, a prescindere dalla versione dell’app installata. Chi apre Google Find Hub oggi, semplicemente, non troverà più quella schermata di autenticazione che fino a ieri faceva da filtro.
Google ha fatto una scelta che lascia qualche dubbio
Ora, è chiaro che una decisione del genere solleva più di qualche perplessità. Eliminare del tutto il blocco biometrico è un conto, ma tanti utenti avrebbero probabilmente preferito che restasse almeno come opzione facoltativa. Un po’ come succede con Google Authenticator, che offre una funzione chiamata schermata della privacy per nascondere i codici di accesso da occhi indiscreti. Ecco, qualcosa di simile sarebbe stato un compromesso ragionevole.
Va detto, però, che Google non è esattamente un caso isolato. La condivisione della posizione tramite Google Maps non ha mai avuto protezioni di questo tipo. E anche Find My di Apple, che è l’equivalente su iOS, si apre direttamente senza chiedere alcuna autenticazione aggiuntiva. Quindi, guardando il panorama delle grandi piattaforme, la scelta di Google Find Hub non rappresenta un’anomalia. Semmai, era la protezione precedente a essere un’eccezione virtuosa, e il fatto che sia stata tolta fa un po’ storcere il naso a chi ci si era abituato.
Risolto anche un bug sulla funzione Precision Finding
Insieme a questa modifica, Google ha anche aggiornato in modo piuttosto discreto la sezione “Novità” nella scheda del Play Store dell’app. È stata aggiunta una nota che segnala la correzione di un problema tecnico legato a Precision Finding, quella funzione che permette di localizzare con maggiore precisione un dispositivo nelle vicinanze. A quanto pare, su alcuni dispositivi Android non funzionava come avrebbe dovuto, e il bug è stato finalmente risolto.
