Nel mondo dell’intelligenza artificiale si è appena concluso il primo round di uno scontro tra giganti. Amazon ha ottenuto la prima vittoria nella causa legale contro Perplexity, la società che sviluppa il browser AI chiamato Comet. Il nodo della questione riguarda una funzione molto discussa: la possibilità che il browser effettui acquisti su Amazon per conto dell’utente.
Il tribunale federale di San Francisco ha dato ragione, almeno per ora, al gigante dell’e-commerce. La decisione impone a Perplexity di bloccare temporaneamente questa funzione mentre il procedimento giudiziario prosegue.
Amazon ottiene un’ingiunzione contro il browser Comet
La giudice Maxine Chesney ha firmato un’ingiunzione preliminare nei confronti di Perplexity. In sostanza, Comet non potrà più effettuare acquisti sulla piattaforma Amazon utilizzando gli account degli utenti.
Secondo quanto emerso in tribunale, Amazon ha fornito elementi ritenuti convincenti per dimostrare che il sistema sviluppato da Perplexity accede agli account dei clienti sfruttando le loro credenziali. Anche se l’utente concede il proprio consenso all’uso dell’AI, questo non significa automaticamente che il software abbia il permesso di interagire con le sezioni protette del sito.
Le condizioni d’uso di Amazon, infatti, stabiliscono regole precise sull’accesso alle aree riservate della piattaforma. Per questo motivo il tribunale ha stabilito che l’operazione effettuata da Comet non può essere considerata conforme.
Cosa cambia ora per Perplexity
La decisione impone a Perplexity di interrompere immediatamente l’accesso alle sezioni protette da password dei sistemi Amazon. Inoltre, l’azienda dovrà eliminare eventuali copie dei dati della società finché la causa non sarà definitivamente risolta.
Perplexity ha ora una settimana di tempo per presentare ricorso contro l’ingiunzione. Se ciò non accadrà, il blocco resterà valido per tutta la durata del contenzioso tra le due aziende.
Dietro la disputa legale emerge anche un tema più ampio. Amazon sostiene che l’accesso automatizzato violi le regole della piattaforma, ma la questione riguarda anche il controllo sul futuro dello shopping online basato su agenti intelligenti.
La società di Jeff Bezos sta infatti sperimentando tecnologie simili. In questo contesto, l’idea che un sistema di terze parti possa gestire acquisti all’interno del suo ecosistema non appare particolarmente gradita.
Dal canto suo, Perplexity difende la propria posizione affermando che gli utenti dovrebbero poter scegliere liberamente quali strumenti di AI utilizzare per navigare sul web e completare acquisti digitali.
