Parlare di droni di nuova generazione, significa spesso fare riferimento a materiali ultratecnologici. Come la fibra di carbonio o le leghe avanzate. Per tale motivo può sorprendere scoprire che uno dei candidati per il futuro degli UAV potrebbe essere il bambù. Proprio tale pianta, infatti, è diventata il centro di un nuovo progetto di ricerca. Quest’ultimo ha portato alla realizzazione di un drone sperimentale. Il quale riesce a superare i 100 chilometri orari. Il velivolo è stato sviluppato dalla collaborazione tra l’International Centre for Bamboo and Rattan, il Ningbo Innovation Research Institute della Beihang University. E l’azienda Long Bamboo Technology Group. Il risultato è un drone ad ala fissa. Con un’apertura alare di circa 2,5 metri. E un peso che si aggira intorno ai 7 chilogrammi. Dimensioni e caratteristiche lo collocano nella categoria dei piccoli UAV. Ovvero quei droni utilizzati in contesti pratici.
Nuovo drone realizzato con il bambù: ecco i dettagli
Secondo i dati emersi, più di un quarto del velivolo è realizzato con un composito ricavato dal bambù. Progettato per sostituire il classico tessuto in fibra di carbonio. Non si tratta quindi di un rimpiazzo totale, ma di una soluzione ibrida. Pensata per sfruttare i vantaggi di entrambi i materiali. La fibra di carbonio rimane, infatti, estremamente resistente e leggera, ma presenta anche alcuni limiti. I processi produttivi necessari per realizzarla richiedono molta energia e risultano piuttosto costosi. Il composito sviluppato dal team cinese punta proprio a ridurre tali problemi. Secondo le stime, il materiale a base di bambù potrebbe costare circa un quarto rispetto alla fibra di carbonio. Ciò significa che la struttura complessiva del drone potrebbe avere un costo inferiore di circa il 20%. Ciò rispetto a modelli simili costruiti con materiali tradizionali.
Un risparmio che, su larga scala, potrebbe fare la differenza. Ciò soprattutto in settori dove i droni vengono prodotti e impiegati in grandi quantità. Non è solo una questione economica. Il prototipo realizzato risulta anche più leggero. Nel dettaglio, si parla di oltre il 20% rispetto ad altri UAV comparabili in fibra di carbonio. Un dettaglio che incide su prestazioni di volo ed efficienza energetica. Le prove hanno incluso anche verifiche sulla stabilità in volo, sulla durata operativa e sulla resistenza agli urti. Aspetti fondamentali per qualunque velivolo senza pilota destinato a operazioni reali.
