Quando una notizia di cronaca arriva in un momento storico già carico di tensione, basta poco perché la percezione della realtà si deformi. È quello che è successo in Piemonte, lungo la linea ferroviaria Sfm1 Chieri-Rivarolo, dove la caduta di un drone sui binari ha scatenato per qualche ora un’ondata di paura. Con l’aumentare dei conflitti internazionali, l’idea che qualcosa di sospetto possa cadere dal cielo vicino a un’infrastruttura sensibile come una ferrovia è bastata per far pensare subito allo scenario peggiore. I viaggiatori sono rimasti nelle carrozze in attesa di capire cosa stesse succedendo, mentre fuori la circolazione ferroviaria veniva interrotta per motivi di sicurezza. Nel frattempo, sui social e tra le telefonate ai numeri istituzionali iniziavano a circolare ipotesi sempre più allarmate.
Quando la caduta di un drone sui binari scatena il panico per la guerra
A tal propoisto, l’assessora ai trasporti di Rivarolo, Alessia Cuffia, ha spiegato di aver ricevuto numerose chiamate da cittadini spaventati. Nel giro di poco tempo, ha detto, si era creata una sorta di “psicosi”, alimentata dal timore che potesse essere successo qualcosa di molto più grave di un semplice incidente. La realtà, però, era meno drammatica. Il drone precipitato tra le stazioni di San Benigno Canavese e Bosconero era in realtà un dispositivo utilizzato per il monitoraggio dei terreni agricoli della zona. Nulla a che vedere con scenari militari o con tensioni geopolitiche. Prima di cadere sui binari, però, l’apparecchio aveva tranciato la linea elettrica aerea che alimenta i treni, causando l’interruzione del traffico ferroviario.
Ed è proprio tale dettaglio tecnico ad aver generato i maggiori disagi. Senza alimentazione elettrica la circolazione non può proseguire, e i tecnici di Rfi insieme ai vigili del fuoco sono intervenuti per sostituire i cavi danneggiati e controllare che l’infrastruttura fosse di nuovo sicura. L’intervento è durato diverse ore: la linea è rimasta bloccata dalle 10:30 fino alle 17:45.
Nel frattempo si è cercato di ridurre il più possibile i problemi per i passeggeri dei treni coinvolti. Chi era già in viaggio è stato accompagnato a destinazione con taxi. Mentre Trenitalia ha attivato autobus sostitutivi per garantire comunque gli spostamenti lungo la tratta. Una soluzione che non elimina i disagi, ma che permette almeno di evitare che le persone restino bloccate per troppo tempo.
