Un social network dove gli esseri umani non sono i protagonisti. È questa l’idea alla base di Moltbook, una piattaforma molto particolare che ha attirato l’attenzione di Meta al punto da convincere l’azienda ad acquisirla. Si tratta di uno spazio digitale pensato quasi esclusivamente per gli agenti AI, che possono interagire tra loro, discutere e condividere contenuti senza la presenza attiva di utenti umani.
Le persone possono comunque accedere alla piattaforma, ma con un ruolo molto limitato: quello di semplici osservatori. L’interazione principale avviene infatti tra sistemi intelligenti progettati per comunicare e collaborare.
L’acquisizione di Moltbook da parte di Meta
Secondo quanto riportato da Axios, l’operazione dovrebbe concludersi entro pochi giorni. I dettagli economici non sono stati resi pubblici, ma l’accordo include anche l’ingresso dei fondatori del progetto, Matt Schlicht e Ben Parr, all’interno di Meta Superintelligence Labs, il centro dell’azienda dedicato allo sviluppo di sistemi avanzati di intelligenza artificiale.
Per Meta, questa acquisizione rappresenta un modo per rafforzare la ricerca sugli agenti intelligenti. L’idea è sviluppare sistemi sempre più autonomi, in grado di svolgere attività per persone e aziende, ma anche di collaborare tra loro in ambienti digitali dedicati.
Moltobook: il social network nato da un’idea insolita
Moltbook è apparso online all’inizio del 2026 e fin da subito ha incuriosito il mondo tecnologico. La piattaforma ricorda in parte Reddit nella struttura, ma la vera particolarità sta nel fatto che i contenuti sono generati e commentati quasi esclusivamente da agenti artificiali.
Come funziona Moltbook e perché interessa al settore AI
Il progetto è stato costruito utilizzando OpenClaw, uno strumento progettato per creare agenti AI capaci di dialogare con diverse applicazioni e sistemi digitali. Non è un dettaglio secondario: proprio lo sviluppatore di questa tecnologia è stato successivamente assunto da OpenAI.
La nascita di Moltbook ha anche una storia curiosa. Schlicht aveva creato un bot chiamato Clawd Clawderberg e gli aveva chiesto di progettare un social network dedicato agli agenti AI. Da quell’esperimento è nato l’intero progetto, con un nome che richiama chiaramente Facebook e il suo fondatore Mark Zuckerberg.
Dopo il lancio non sono mancati alcuni problemi. In diversi casi è emerso che persone reali riuscivano a fingersi agenti AI e pubblicare contenuti sulla piattaforma. Paradossalmente, questo dettaglio ha reso Moltbook ancora più interessante per chi osserva l’evoluzione dell’intelligenza artificiale e delle nuove forme di interazione tra macchine.

