Sta per partire la nuova missione Artemis II, quella che sarà di certo uno dei momenti più attesi del programma lunare della NASA. Ci sarà una sorta di circumnavigazione della luna per una decina di giorni, consentendo una nuova fase esplorativa del nostro satellite naturale. Oltre agli aspetti tecnologici e scientifici, esiste però anche una curiosità che riguarda la vita quotidiana a bordo della capsula Orion: il cibo.
Mangiare nello spazio non è mai stato semplice. Le condizioni di microgravità impongono regole molto precise e ogni alimento deve rispettare criteri rigorosi legati alla sicurezza, al valore nutrizionale e alla praticità di consumo.
Il menu della missione Artemis II
Il menu preparato dalla NASA per Artemis II è stato studiato per garantire varietà e nutrizione durante l’intera missione. Gli astronauti avranno tre momenti principali dedicati ai pasti, come avviene sulla Terra: colazione, pranzo e cena.
Tra gli alimenti più utilizzati ci saranno le tortillas, una scelta che potrebbe sorprendere ma che ha una spiegazione molto pratica. A differenza del pane tradizionale non producono briciole, evitando il rischio che piccoli frammenti possano fluttuare nella cabina e interferire con gli strumenti di bordo.
Accanto a questo alimento base compariranno anche piatti più elaborati. Nel menu sono previsti, ad esempio, insalata di mango, manzo barbecue, fagiolini piccanti e maccheroni al formaggio. Molti di questi prodotti saranno però liofilizzati e verranno reidratati con l’acqua potabile disponibile a bordo della navicella.
Anche le bevande avranno un ruolo importante. Ogni astronauta potrà consumare due drink aromatizzati al giorno, tra cui il caffè. Nel complesso la missione prevede circa 43 tazze, segno che anche nello spazio la caffeina resta una preziosa alleata contro la stanchezza.
Condimenti, sicurezza e organizzazione dei pasti
Per rendere i pasti più vari, il menu include diversi condimenti: sciroppo d’acero, burro di arachidi, miele, senape e marmellata. Non mancheranno nemmeno cinque tipi di salsa piccante per chi preferisce sapori più intensi.
La sicurezza resta comunque l’aspetto più importante. Anche una semplice briciola può diventare un problema in microgravità, perché potrebbe finire negli strumenti di bordo o muoversi liberamente nella cabina. Proprio per questo motivo molti alimenti sono progettati per ridurre al minimo la produzione di residui.
Durante le fasi più delicate della missione, come il lancio e il rientro, gli astronauti potranno consumare soltanto cibi pronti. Negli altri momenti sarà possibile utilizzare un piccolo scaldavivande portatile per riscaldare alcuni pasti.
Gli alimenti saranno organizzati in contenitori che includono due o tre giorni di provviste. Si tratta di una soluzione pratica che semplifica la gestione delle scorte durante il viaggio.
Rispetto alle prime missioni del programma Apollo, quando gli astronauti dovevano accontentarsi di semplici bustine di cibo liofilizzato poco invitanti, oggi la qualità dell’alimentazione nello spazio è migliorata in modo evidente.
Per quanto riguarda il lancio della missione Artemis II, al momento la partenza è prevista non prima del 1° aprile 2026, anche se eventuali ritardi restano sempre possibili nelle operazioni di preparazione.



